VIDEO Scuola di VELA – Gli interni di una barca a vela da crociera
IL REGALO PERFETTO!
Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.
Come sono gli interni di una barca a vela da crociera? E’ la curiosità di tutti i principianti che si approcciano a una vacanza in barca. Scuola di VELA presenta una serie di video settimanali curati dai nostri esperti, per spiegare sia concetti base che concetti avanzati. Tutti i video saranno disponibili anche sul nostro canale youtube del giornale della VELA Questo primo episodio, illustra come sono fatti gli interni di una barca a vela da crociera, che verranno illustrati dallo skipper, come di consueto, all’occoglienza degli ospiti a bordo.
Scopri gli interni di una barca a vela da crociera, con il video di Scuola di VELA
Nel primo episodio di “Scuola di VELA” i nostri istruttori Alberto Cossu e Jules Mazars, responsabile di Dufour Yacht, illustrano sono strutturati gli interni di una barca a vela da crociera. Le barche a vela sono tutte diverse, ma molti degli elementi illustrati sono comuni e simili in tutte le barche. Per chi sale a bordo per la prima volta, é importante conoscere la nomenclatura e capire perché alcune attrezzature sono posizionate in un certo modo. Le barche a a vela crociera sono organizzate per ottimizzare gli spazi abitabili, di stivaggio, e sono strutturati per garantire il comfort e la sicurezza anche durante la navigazione con onda e barca sbandata.
Suddivisione degli spazi sottocoperta
La parte interna della barca è chiamata sottocoperta, vi si accede dal tambuccio e dalla scaletta, tenendosi ai tientibene. Gli spazi sono divisi in aree, a volte divise da vere proprie porte, o separati solo logicamente da una tenda o un divisore. In questo video vedremo un esempio e capiremo cosa sono:
- La dinette è l’area comune in cui si trovano i divanetti, il tavolo centrale, la cucina basculante montata su dei perni, e il frigorifero o la ghiacciaia. In tutta la barca gli spigoli degli arredi sono smussati per non farsi male, e ci sono sempre dei sostegni (detti appunto, tientibene) a cui aggrapparsi.
- Gli stipetti e i gavoni sono gli equivalenti di armadietti e cassepanche, sulle barche sono tutti chiudibili con serratura, o hanno chiusura a gravità, in modo che anche a barca sbandata, non si aprino accidentalmente riversando il carico.
- Il vano motore è solitamente alloggiato sotto le scalette di discesa, e deve sempre esser accessibile per le verifiche prima di salpare.
- Il tavolo da carteggio è un tavolino separato con ribaltina solitamente dedicato allo skipper, in cui si tengono le carte nautiche e altro materiale di sicurezza di uso frequente (come bussola, binocoli, telefono cellulare, diario di bordo, portolano…). Si chiama tavolo da carteggio perché prima dell’avvento del GPS era dedicato esclusivamente alla consultazione delle carte nautiche, ed era di dimensioni più generose. Oggi, essendo usato meno di frequente, è spesso a scomparsa, o opzionale.
- La sentina ospita cantinetta Spesso sotto il pagliolato che è il pavimento della dinette, trovano spazio dei portabottiglia o portamateriali. E’ bene posizionare i carichi più pesanti e non deperibili, il più in basso possibile.
- Il bagno (o i bagni, le moderne barche ne hanno più di uno)
- Le cuccette per l’equipaggio e la cabina armatoriale che semplicemente è la cabina più grande, chiamata cosi perché spesso viene riservata all’armatore. Non nel video, ma le grandi barche da crociera hanno anche una canbina separata, detta dello skipper o del marinaio, tipicamente la più piccola e scomda, a volte ad accesso diretto da un portello del ponte.
Gli lo stivaggio negli spazi condivisi
In barca gli spazi sono spesso condivisi, e per quanto sia grande la barca a vela, la gestoine dello spazio è critica. Lo skipper si occuperà di illustrare tutti gli spazi disponibili e organizzare lo stivaggio del bagaglio, dei viveri, del materiale della cucina, delle dotazioni di sicurezza insieme al proprio dell’equipaggio. Tutto l’equipaggio deve sapere dove si trovano gli oggetti fondamentali, e quali aree negli stipetti (armadi) e gavoni sono comuni, e quali privati, e a cosa sono adibiti. La stategia per non perdere oggetti, è quella di utiilzzare un approccio razionale a comparti dedicati.
Condividi:
Sei già abbonato?
Ultimi annunci
I nostri social
Iscriviti alla nostra Newsletter
Ti facciamo un regalo
La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!
Può interessarti anche

Classic Boat Cult | 13 metri, numero magico? Ecco alcune tra le migliori
Alcune settimane fa ci siamo posti un problema, quello dei 10 metri (qui e qui le due news). Un segmento che, vuoi per un motivo, vuoi per l’altro (a ognuno le sue teorie), è tendenzialmente andato sparendo. Non, però, dal

VIDEO – Sono stato a bordo di un bolide oceanico: ecco come si naviga sull’Imoca 60 di Ambrogio Beccaria
Non capita tutti i giorni di salire a bordo di un’Imoca 60 foiler di ultima generazione, e soprattutto farlo in compagnia di uno dei migliori velisti oceanici italiani. Siamo stati a bordo di Allagrande Mapei, l’Imoca 60 con cui Ambrogio

Go to Barcolana sfida adriatica: si parte il 13 settembre
La Go to Barcolana Sfida Adriatica torna con un’edizione ampliata. Il circuito di regate, promosso da Assonautica Italiana, accompagna velisti e appassionati verso la Barcolana di Trieste (dall’1 al 12 ottobre 2025) e quest’anno si arricchisce di una nuova tappa

A Cannes con Comar Yachts: la premiere C-Cat 65 (21 m) e C-Cat 48 (15 m)
Il C-Cat 48 e il nuovissimo C-Cat 65 hanno tagliato la linea di partenza del Cannes Yachting Festival 2025. Una linea ideale che segna il confine tra la vita comoda e l’anima corsaiola: un Dna sportivo, già dimostrato dal più



