Admiral’s Cup, sogni di gloria: dal 17 al 31 luglio l’Italia va a caccia della storia

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L’ILC 40 Brava Q8 di Pasquale Gandolfi, timoniere Francesco De Angelis, tattico Paul Cayard. Foto Archivio Giornale della Vela /Livio Fioroni

Correva l’anno 1995, anni ruggenti per la vela italiana, in quel di Cowes la squadra capitanata da Rinaldo Del Bono, Pasquale Landolfi e Paolo Gaia, vinceva la mitica Admiral’s Cup, quello che all’epoca era considerato il Campionato del Mondo per nazioni. Di li a poco questa regata cult, che comprendeva anche tra le prove offshore il Fastnet, andò in declino, e per tutti questi anni però si è sentita la mancanza di un grande evento internazionale, a squadre, con questa formula. All’epoca  il regolamento dell’Admiral’s Cup prevedeva che ogni nazione dovesse avere tre scafi, per l’Italia c’erano l’ILC 46 Capricorno con al timone Flavio Favini, l’ILC 40 Brava Q8 (timoniere Francesco De Angelis) e il Mumm 36 Mumm a Mia (timoniere Tommaso Chieffi). L’ultima Admirals Cup si disputò nel 2003, ma la competizione era già in fase calante.

Trent’anni dopo quella mitica vittoria italiana, la regata sta per tornare, e ci sarà anche una squadra tricolore. Dal 17 al 31 luglio, sotto l’organizzazione del RORC, andrà in scena nuovamente a Cowes e, come se fosse veramente un ritorno agli anni d’oro dell’altura, l’entry List provvisoria della regata è da stropicciarsi gli occhi.

Admiral’s Cup 2025 – Che regata sarà

L’entry list provvisoria dell’Admiral’s Cup 2025

Partiamo dal dato più importante: ad oggi, ma pare che l’entry List sia ancora provvisoria, sono 13 le squadre iscritte, per un totale di 26 scafi. Il regolamento del 2025 prevede infatti due barche per ogni squadra: la più piccola deve essere lunga da un minimo di 11 metri a un massimo di 13,40, la più grande può essere da 13,41 m a 17,20 m. Si correrà in tempo compensato IRC (è prevista anche una forbice minima e massima per il TCC).

Il programma prevede per la prima giornata ufficiale di regate, il 19 luglio, una prova offshore che durerà un massimo di 24 ore, per questa ragione il 20 luglio è prevista una giornata di riposo. Seguiranno poi 3 giorni di regate tra le boe che termineranno il 24 luglio. Il 25 sarà ancora giornata di riposto, perché il 26 partirà l’unica, e inimitabile, Fastnet Race che con le sue 695 miglia assegnerà di fatto l’Admiral’s Cup. La classifica verrà stilata sommando i piazzamenti delle due barche di ciascuna squadra lungo tutto il campionato.

Admiral’s Cup – Italia a caccia di gloria

Wally Rocket 51

Sarà Giovanni Lombardi Stronati, con lo Yacht Club Costa Smeralda, l’armatore della squadra italiana che schiererà il Wally Rocket 51 e il JPK 1180 Django. La concorrenza sarà altissima, perché sono attese a Cowes le migliori barche al mondo della vela offshore, alcune delle quali negli ultimi anni hanno raccolto risultati importanti nelle principali regate d’altura mondiali, come Middle Sea Race, Fastnet e Sydney Hobart.

Il JPK 1180

Nomi come Teasing Machine, Red Bandit, Caro, Beau Geste, Ran, solo per citarne qualcuno, saranno questi gli avversari con cui dovrà vedersela la squadra italiana. La notizia degli ultimi giorni è che ci sarà anche un team dello Yacht Club de Monaco, promosso da Pierre Casiraghi e Peter Harrison, che schiererà sulle due barche anche Boris Hermann e Will Harris, ma farà parte della squadra anche l’emergente oceanica e ormai “star del web” Cole Bauer.

Il team tricolore sarà capitanato nelle operazioni in mare da Vasco Vascotto, che sarà a bordo del Wally Rocket, ma entrambi gli equipaggi avranno velisti di altissimo livello che vi annunceremo presto. Il programma delle vele per entrambe le barche sarà curato dalla North Sails, con il sails coach Giulio Desiderato che sarà l’uomo dedicato al progetto.

Il Giornale della Vela seguirà con grande attenzione il ritorno dell’Admiral’s Cup, e presto vi porteremo a scoprire da vicino come si sta preparando la squadra italiana….stay tuned!

Mauro Giuffrè

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