Credito di imposta: cos’è e come sfruttarlo per pagare meno la barca nuova
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Credito di imposta: anche per il 2025 il settore della nautica da diporto in aree ZES (Zone Economiche Speciali) potrà beneficiare di importanti detrazioni fiscali per l’ acquisto di nuove imbarcazioni e infrastrutture. Vediamo come funziona il credito di imposta, quali sono i requisiti richiesti e quanto si può risparmiare comprando una nuova barca.
CREDITO DI IMPOSTA: COSA E’
Il credito d’imposta è una detrazione fiscale, che agevola l’acquisto di beni o servizi che rispettino determinati requisiti. Le barche e i catamarani, per le società di noleggio, locazione, scuole nautiche, centri di immersione, sono un esempio di bene acquistabile con credito di imposta.
La legge di bilancio 2025, con uno stanziamento previsto di 2,2 miliardi di euro, prevede un credito di imposta in favore degli investimenti nelle aree ZES (Zone Economiche Speciali) effettuati dagli operatori economici che hanno la loro sede nelle regioni della Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. a partire dal 1/01/2025 e fino al 15/11/2025.
Va detto che trattandosi di un fondo a esaurimento, il credito viene spartito in base al numero dei richiedenti: qualora ci fossero tante richieste, la ‘fetta’ di percentuale di credito d’imposta potrebbe diminuire.
QUANTO SI RISPARMIA COMPRANDO LA BARCA CON CREDITO DI IMPOSTA
Facciamo un esempio: la società acquirente che acquista una imbarcazione che ha un costo di 500mila euro, e soddisfa tutti i criteri previsti dalla norma, otterrà un credito di imposta pari al 50% del prezzo di acquisto e, quindi, potrà dedurre dalle imposte dovute la somma di 250mila euro.
I crediti acquisiti, vengono recuperati come compensazione a credito dei pagamenti F24 per qualsiasi tipologia di imposta ad esempio IVA, IRPEF, contributi INPS, INAIL, diritti camerali della Camera di Commercio, Irap, addizionali regionali e comunali etc…
QUALI REQUISITI PER OTTENERE IL CREDITO DI IMPOSTA
Monoscafi, catamarani o gommoni per assistenza ormeggio, soddisfano i requisiti normativi di categoria risultando equivalenti a “impianti attrezzature e macchinari e beni che permangono nell’azienda per più anni, che vengono utilizzati nel processo produttivo dell’impresa”.
QUALI BARCHE POSSONO USUFRUIRE DEL CREDITO DI IMPOSTA
L’Agenzia sottolinea che la navigazione da diporto è quella definita dal codice della nautica “esercitata, per fini esclusivamente lusori o anche commerciali” e possono ottenere il credito d’imposta le imprese, con qualsiasi forma giuridica e dimensione, per:
- le imbarcazioni oggetto di contratti di noleggio o locazione
- le imbarcazioni utilizzate per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto
- le unità per i centri di immersioni subacquee
- le unità per l’assistenza agli ormeggi
- le imbarcazioni adibite a somministrazione di cibo e di bevande itinerante
Rientra nell’incentivo fiscale anche l’acquisto dell’imbarcazione con il ricorso alla locazione finanziaria/leasing.
LE PERCENTUALI DI CREDITO NEL 2025
Il credito per le aree ZES è previsto in diverse misure, che variano in base alla regione in cui ha sede l’impresa che fa l’investimento. Ecco una tabella aggiornata.

COME COMPRARE BARCA CON IL CREDITO DI IMPOSTA
Per ottenere il credito d’imposta sull’acquisto di una barca nuova nel 2025, occorre che l’investimento soddisfi alcuni requisiti:
- Investimento minimo di 200.000 euro, documentato nel periodo da dal 1 gennaio al 15 novembre 2025
- Investimento per attività in area ZES: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna Sicilia
- Le imbarcazioni a noleggio e locazione, devono essere parte di un’organizzazione radicata nel territorio ammissibile.
- Istanza online da presentare dal 31 marzo al 30 maggio 2025
- Entro il 2 dicembre 2025: invio della documentazione che certifica la realizzazione degli investimenti.
- Le spese devono essere certificate da un revisore legale dei conti o da una società di revisione.
- Ammissibili anche beni immobili strumentali e imbarcazioni destinate ad attività produttive, con il vincolo che il loro valore non superi il 50% dell’investimento complessivo.
VANTAGGI PER L’ARMATORE (E LE RESPONSABILITÀ)
Con il credito di imposta 2025 nelle aree ZES, è dunque possibile ottenere importanti agevolazioni per la nautica di diporto, ottenendo detrazioni fiscali per l’acquisto di barche e beni immobili annessi.
Per maggiori informazioni, legate al ruolo dell’armatore e i vantaggi nelle varie sfumature di contrattualità di noleggio/leasing/gestione per barche acquistate con credito di imposta, si rimanda alle circolari 32 della Agenzia delle Entrate e succesivi chiarimenti sul ruolo dell’armatore della circolare 33, e si consiglia di riferirsi a un dealer/consulente specializzato.
Ad ogni modo, semplificando, con il contratto di noleggio/locazione l’armatore mette a disposizione di un soggetto diverso (l’utilizzatore) l’imbarcazione (il cui acquisto rientra nel credito di imposta). In questo caso, poiché il noleggio/locazione dell’imbarcazione rientra tra nell’ambito “normale” dell’attività commerciale di un armatore, anche se – di fatto – non è l’armatore ad utilizzare l’imbarcazione, ma un soggetto diverso (l’utilizzatore, appunto) questo non fa venir meno il vincolo funzionale (in altri termini, l’imbarcazione resta comunque asservita all’attività produttiva per la quale è stata acquistata) e, quindi, anche l’armatore può beneficiare del credito di imposta, se ricorrono anche tutti gli altri requisiti.
In linea di massima è ammesso qualsiasi contratto per la messa a disposizione del bene da parte dell’armatore in favore dell’utilizzatore dell’imbarcazione, ciò che fa la differenza sono le previsioni contrattuali che regolano i rischi e le responsabilità della navigazione.
Se i rischi e le responsabilità restano in capo all’armatore, non viene meno il “vincolo funzionale” e l’armatore ha diritto di fruire del bonus.
Viceversa se il contratto stipulato è tale da trasferire rischi e responsabilità in capo all’utilizzatore che, di fatto, assume la veste di armatore, l’Agenzia ritiene che venga meno l’asservimento dell’imbarcazione all’attività commerciale e, quindi, viene meno anche il diritto alla fruizione del credito di imposta, che si trasferisce in capo all’utilizzatore, avendo questi assunto la veste di armatore.
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