Ballata per un (grande) marinaio sconosciuto. Buon vento Sandro Quaglia
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Se ne è andato Sandro Quaglia. Forse a molti di voi questo nome dirrà poco, ma in realtà Quaglia è stato uno degli ultimi Marinai della “vecchia guardia”. Al suo attivo una Whitbread (giro del mondo a vela), un Triangolo Atlantico, tante altre avventure in mare e a bordo del Resolute Salmon, one-tonner di Britton Chance. Il ricordo del nostro Danilo Fabbroni.
Ballata per un marinaio sconosciuto. Sandro Quaglia
Sandro (Quaglia) – 76 primavere – ci ha lasciato: naviga al lasco verso un Oceano infinito che tutti noi tendiamo a dimenticare ma che ci attende tutti, indistintamente.
Sandro apparteneva a quella schiera di autentici precursori della Vela italiana colla v maiuscola che si erano spinti ben oltre le colonne d’Ercole in tempi eroici: giro del mondo (in regata!) a vela, chiamata allora Whitbread sul B&B Italia (anni ’77-’78) che era il Valentina del notaio Masi: nel trasferimento Rapallo-Isola di Wight l’albero approssimativo della Nirvana, ditta svizzera, minacciava le brutte, stava per cadere in testa a tutti così a Setubal, poco sotto Lisbona due équipier, Paolo Bartoli ed Enrico Sala passarono una notte in bianco rattoppando il disgraziato palo per poter raggiungere sani e salvi Cowes, la Mecca della Yachting di allora.
Poi ancora: il Triangolo Atlantico, regata pazzesca, inverosimile (no Gps! No Loran! Solo radio-fari e sestante!) tra Saint Malo, Sud Africa, Sud America e di nuovo prua a finire in Francia bretone! Col Guia del mitico Giorgio Falck!
Stessa medesima regata in cui una volta il Guia colò a picco causa le orche! Altri buscaderos di quel Mucchio Selvaggio che furono il manipolo della nascente vera vela d’altura italiana erano Luciano Ladavas; Antonio Chioatto; Bruno Finzi; Paolo Martinoni (novello lazzaro risuscitato miracolosamente in oceano!); Paolo Bartoli; Pierre Sicouri; Francesco Longanesi Cattani detto Pimperle; Giorgio Falck ovvio e l’immancabile Jepson (“famme male!!) alias Giovanni Verbini.

Sandro dopo quelle selvagge scorribande oceaniche a più non posso non aveva strambato fuori dalle vela ma bordeggiato nei pressi, difatti, scelta oculata da uomo che se ne intende davvero, divenne armatore di Resolute Salmon, one-tonner vincitore della One Ton Cup di Marsiglia nel 1977, splendido disegno spuntato fuori dalle matite di Britton Chance, yacht designer che definirei come punk-a-bestia dell’architettura navale, con cui vinse una Corsica per 2 con tanto di randa a testa quadra a modernizzare quel vetusto yacht.
Non solo. Con la sua ditta, Sicomin, fu fornitore di resine speciali per ogni tipo di costruzione navale e non. Sandro, per te ci sarà sempre un posto in battagliola tra quei Marinai che come te hanno meritato (a pieni voti) di essere conosciuto davvero come sei stato.
Danilo Fabbroni
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