Antal, il made in Italy che ha fatto la storia della vela
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In occasione dei 50 anni del Giornale della Vela, le grandi eccellenze del mondo della vela si raccontano e svelano i loro progetti. In questa rubrica scoprite tutte le aziende e le persone che hanno fornito un importante contributo all’articolato mondo della vela, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
In questa puntata, vi portiamo alla scoperta di Antal, un’azienda protagonista di tante pagine importanti della vela italiana, in Coppa America, in Oceano e non solo.
Dalla Carraro Giocattoli alla Coppa America con Azzurra

Non ha 50 anni come Il Giornale della Vela, ma poco ci manca, perché l’azienda di cui stiamo parlando nasce nel 1977 e, come la nostra rivista, ha attraversato questi decenni di storia della vela.
Stiamo parlando di Antal, azienda padovana specializzata nella costruzione di attrezzatura di coperta progettata e costruita in Italia. L’idea venne a Gastone Carraro, un genio inventore, appassionato di meccanica, che già aveva la Carraro Giocattoli. Stimolato da un suo amico appassionato velista, Carraro iniziò a incuriosirsi al mondo delle barche.
La figlia Liviana Carraro, oggi Presidente di Antal, ci racconta: “Mio padre aveva una manualità e genialità uniche, un vero inventore. Tutto iniziò da un Cat 38, che fu una sorta di barca laboratorio dove cominciò a sperimentare.
Aveva comprato solo lo scafo, si costruì sia tutti gli interni in teak che l’attrezzatura di coperta. La barca alla fine pesava tantissimo, ma aveva fatto tutto lui”. Fu l’inizio di una grande storia, e di una filosofia che per Antal vale ancora oggi: vedere la barca come un foglio bianco su cui potere progettare e realizzare l’attrezzatura di coperta non solo di serie ma anche su misura.
E non è un caso quindi che, con questa visione, Antal sia stata protagonista di importanti capitoli della storia della vela italiana
Pochi anni dopo la fondazione dell’azienda, agli inizi degli anni ’80, alle porte di Antal bussa infatti il consorzio Azzurra, la prima sfida italiana all’America’s Cup. “Per Azzurra realizzammo il trasto della randa e il sistema del vang” ricorda Liviana Carraro, che aggiunge: “inizialmente producevamo solo i winch, poi tutta l’attrezzatura di coperta, anche grazie all’ingresso di mio fratello Roberto”.
Dalla Coppa America all’Oceano il passo è breve e Antal lo compie con quello che sarebbe diventato il più grande di tutti, Giovanni Soldini. L’azienda padovana sarà a fianco del navigatore milanese con tante sfide, già ben prima di Fila.
E da quelle sfide con Solidini il legame tra Antal e l’Oceano è arrivato fino ad oggi, con Antal protagonista tra i Class 40, e sempre più presente anche nella classe Imoca 60.
La svolta industriale

Oggi la lunga storia familiare continua e trova altro slancio con l’ingresso di nuovi soci, sempre espressione di famiglie, che con passione hanno deciso di investire in Antal per portarla verso ulteriori traguardi. Gli obiettivi strategici di Antal sono oggi focalizzati a valorizzare la qualità del prodotto artigianale, che ha sempre caratterizzato l’azienda, attraverso un progetto di rinnovamento. Sul fronte R&D, addentrandosi nel mondo dei compositi, sperimentando l’utilizzo di nuovi materiali e su quello produttivo, rilanciare le attività industriali in un’ottica moderna mantenendo quella filosofia artigianale incentrata sulla migliore qualità e flessibilità, indispensabili per sodisfare le più esigenti produzioni custom.
Il team si è allargato con nuove professionalità nelle principali aree di attività. Alle operation è arrivato Martino Boetto che per anni ha gestito importanti realtà industriali in gruppi multinazionali operanti nella nautica; il nuovo responsabile dell’R&D, Alberto Lozza, un professionista di grande esperienza nei prodotti racing e nell’applicazione del composito sia in ambito marino che aeronautico. Stesso discorso per Giampaolo Spera nell’area commerciale che porta con sè oltre 30 anni di esperienza e conoscenza del mercato di riferimento. +
Ed infine alle applicazioni tecniche Bernardo Zin giovane ingegnere che ha già lavorato su barche oceaniche, e il consulente di grande esperienza Danilo Fabbroni. Affiancano Filippo Brazzolotto, “storico” componente del team, per le applicazioni tecniche, comandante, anch’egli con grandi esperienze oceaniche.
Le ultime creazioni di Antal sono il bozzello Spinner, la maniglia Spedy Light, e il nuovissimo winch JR dove l’azienda si è spinta ai limiti della tecnologia applicata ai winch utilizzando il carbonio.
Il JR Antal (Just for Race) è un winch ultra leggero pensato per il mondo delle regate e per la crociera bluewater, a tre velocità, disponibile in carbonio e in alluminio, 100% made in Italy come tutta la produzione Antal. Non soltanto le parti “estetiche” come il top e il self tailing saranno in carbonio, ma anche le parti strutturali interne del winch. Ricerca, meccanica e costruzione rigorosamente made in Italy, un prodotto che posiziona Antal nel segmento dei super racer e delle grandi imbarcazioni a vela da lunghe navigazioni.
Lo Spinner è invece un bozzello ad alto carico, ultra leggero, apribile e altamente efficiente, armato su un loop singolo in Dyneema™. Può essere utilizzato su varie tipologie di manovre e il fatto che sia apribile lo rende anche perfetto quando si intende switchare da una cima a un’altra per un cambio di manovra sulla puleggia.

La Speedy Light è infine una “maniglia intelligente, dotata di una luce a Led, ideale quando si intende controllare la manovra sul winch in notturna, o in alternativa utilissima anche come luce da pozzetto per le serate in rada. Ricerca, meccanica e costruzione rigorosamente made in Italy.
A questo link, tutte le mitiche storie dei 50 anni del Giornale della Vela
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