2000. Come Luna Rossa ha battuto gli americani
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Come Luna Rossa ha battuto gli americani
Tratto dal Giornale della Vela del 2000, Anno 26 n. speciale Luna Rossa, pag. 118-139
Minuto per minuto il duello mozzafiato tra America One di Paul Cajard e Luna Rossa di De Angelis/Grael. Uno dei momento più emozionanti della storia italiana della vela agonistica concluso con un famoso, sudatissimo 5 a 4.
All’ultimo respiro
Il duello tra American One e Luna Rossa per la Louis Vuitton Cup regala emozioni a non finire. Sembra fatta per i nostri sul 3-1, ma Cayard rimonta e passa in testa per 4-3. De Angelis non molla e riesce a imporsi 5-4.
San Diego, aprile 1992: la base del Moro di Venezia, dopo la vittoria nella Louis Vuitton Cup, era sommersa dai fax che arrivavano dall’Italia. Raul Gardini, con la sua barca vincente sul mare della California, rappresentava l’immagine di un’Italia che all’estero faceva parlare di sé per la capacità di impresa, invece che per l’abilità nel maneggio. La sua immagine era uscita addirittura rafforzata nonostante l’estromissione, voluta dalla famiglia Ferruzzi, che gli aveva tolto il timone del gruppo lasciandogli solo quello della barca. Grazie all’impresa del Moro raccoglieva anche il ruolo di vincitore morale della ‘dinasty’ ravennate. Col senno di poi si può ora dire, che come a volte accade, la realtà era ben diversa dalle apparenze. Ma senza dare giudizi morali, Raul Gardini rappresenta ancora oggi un patrimonio straordinario per la vela italiana. Un trascinatore, un competente, un uomo coraggioso che aveva saputo scegliere gli uomini giusti per il posto giusto. Nel 1992 Patrizio Bertelli era già il signor Prada, ma dopo la fortunata esperienza con le regate sui sesta classe la vela era sostanzialmente diporto e passione per le barche d’epoca. Naturalmente, come tutti gli appassionati, anche Bertelli seguiva le regate del Moro alla TV.
Ora è lui che ha messo anima e portafoglio per cercare di portare in Italia il Santo Graal di ogni velista. Magari, se tutto continuerà ad andare per il meglio, non mancherà qualcuno che lo vorrà Presidente. Ma, al di là di questi episodi coloriti c’è chi si domanda se si può fare un paragone tra Gardini e Bertelli. Il giorno che a Santa Margherita la sfida italiana alla XXX Coppa America fu rivelata ufficialmente, a chi gli domandava se non temesse un paragone, anche scomodo, con Gardini rispose: “Lui era un signore, io sono un poveraccio”, una battuta in autentico stile toscano.
Nel 1992 Cayard aveva potere assoluto e totale fiducia da parte del capo. Qui l’ultima parola spetta sempre all’esplosivo Patrizio: un mix tra sir Thomas Lipton (senso degli affari), Harold Vanderbilt (competenza), e Ted Turner (carattere). Non si può dire che questo basti per arrivare dove il Moro non è riuscito, ma sicuramente la competenza è sempre una bella garanzia. Anche se Bertelli non ha un passato agonistico come quello che aveva Gardini con i Maxi, è uno che sa il fatto suo. Sue molte delle scelte, quella di Torben Grael su tutte. Leggendarie le sfuriate di Bertelli. E capace di fare tremare i muri della base se vede qualcosa che non gli sembra fatto come si deve, dai panini alla chiglia, ma poi gli passa soprattutto se ottiene quello che vuole. Cosa che naturalmente avviene sempre. Poi c’è il Bertelli democratico, quello che raduna periodicamente tutto il team in assemblea, dove tutti possono dire la loro.
Un’altra grande differenza tra il Moro e Luna Rossa, e quindi tra Gardini e Bertelli, la troviamo nell’approccio verso la comunicazione. Nel 1992 veniva convocata una conferenza stampa per ogni vite spostata. Oggi almeno fino all’inizio delle regate aveva vinto la strada del silenzio, adesso sembra che la rotta stia un po’ cambiando. Alla fine, come ha detto German Frers, fare un paragone tra Raul Gardini e Patrizio Bertelli è impossibile: due persone dal carattere molto diverso, unite solo dalla grande passione per la vela e per la Coppa America. Speriamo che sia diverso anche il risultato finale.
GdV
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