SCOOP Vi sveliamo come Napoli lavora per lo spettacolo della Coppa America 2027

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Un rendering del capannone a Città della Scienza, che potrebbe ospitare il Museo interattivo della America’s Cup.

Nell’epoca dei 12 Metri Stazza Internazionale, inseguivo la Coppa dall’America all’Australia, scrivendo sul tema due libri e pubblicando molto altro negli anni. E oggi che vivo a Napoli, è la Coppa che viene da me, ma non solo: lo yacht club sfidante è quello di cui sono socio cinquantennale e fondatore.

Cosa succederà a Napoli per la Coppa America

Non potevo chiedere di più, e mi domando cosa succederà in una città così incline a farsi trascinare dagli entusiasmi. Ricordate le World Series del 2013 con gli AC45? Con i “baffi”, le scogliere tassativamente temporanee, che sono ancora lì per la felicità di chi frequenta Mappatella Beach.

Un paio di immagini per rinfrescarci la memoria. La prima, qua sopra: Castel dell’Ovo e il Vesuvio fanno da sfondo all’AC 45 Luna Rossa Swordfish, primo nelle regate di flotta Word Series 2013 a Napoli. La seconda, qui sotto, il tifo pazzesco e l’affetto che la città riservò all’evento.

Se tanto mi dà tanto, assaggeremo presto la pizza America’s Cup o la leggerissima sfogliatella Foil, mentre  un murales della “Old Jug” farà concorrenza a quello di Diego in largo Maradona. Nel frattempo i Circoli nautici, chi con anglosassone distacco, chi sgomitando un po’ di più, cominciano a muoversi. Infatti, ricordiamolo, questa è una sfida tra lo yacht club detentore della Coppa (RNZYC) e lo yacht club sfidante (CRVI). E Luna Rossa Prada Pirelli Team, con un gesto di encomiabile cortesia nei confronti del Golfo che la ospita, ha chiesto di essere rappresentato dal Circolo Remo e Vela Italia. Inutile soffiare sul fuoco di una presunta rivalità: il “Savoia”, recentemente gemellato con il Royal New Zealand Yacht Squadron, non può certo lanciare una sfida se non si arriva un nuovo Sindacato che gli chiede di rappresentarlo.

E i tanti altri Circoli napoletani? Ostentano indifferenza, ma giustamente nessuno vuol rimanerne fuori.

Coppa America Napoli - 2
La terrazza del Tennis Club Napoli, straordinaria tribuna sul campo di regata. Al riparo del “baffo” a ovest, il molo riservato al Club.

Cosa ci facevano i neozelandesi al Tennis Club Napoli?

Giorni fa ero a colazione al Tennis Club Napoli (ha una posizione straordinaria, con impagabile vista sul campo di regata) e vedo aggirarsi alcuni neozelandesi, tra cui un paio di facce note. Voglio capire, e chiedo un appuntamento al presidente, il senatore Riccardo Villari, uno di quegli uomini che fa una cosa mentre ne progetta dieci.

Che guarda caso presiede anche Città della Scienza, che guarda caso è a Bagnoli, proprio a un passo dal futuro Villaggio America’s Cup. Mi riceve qui, e prova a svicolare sui neozelandesi.

Meglio parlare di Città della Scienza, il primo esempio riuscito di riqualificazione di quest’ex area industriale abbandonata per decenni. Qui promuoviamo educazione scientifica e integrazione tra ricerca, innovazione e territorio. Abbiamo 200.000 visitatori l’anno. Da queste finestre si vede il molo dove saranno ormeggiate le barche di Coppa America … e poi, lo vedi quel capannone? Sono 500 metri quadrati, ed è vuoto: quale posto migliore per ospitare un Museo interattivo con la storia della America’s Cup, laboratori didattici, sail simulator … insomma un centro culturale e sportivo per raccontare la Regata più famosa del mondo. Con a fianco una sala congressi che ospita 1.000 persone”.

Andiamo a vedere il capannone. Gli spazi sono enormi, è facile arrivarci, c’è un grande parcheggio…

“Hai ragione Presidente, è un’ottima idea. Ma ripeto: che ci facevano i neozelandesi nel tuo Circolo…?”. Sorride, tira fuori uno dei suoi cellulari, mi mostra una foto e chiede: “Con chi sono qui al Tennis Club?”. “Certo”, gli rispondo “è Matteo De Nora, il dirigente più alto di Emirates Team New Zealand, responsabile strategico e finanziario … e mi potevi chiamare, l’avrei conosciuto volentieri!”.

Il senatore Riccardo Villari, presidente del Tennis Club Napoli e della Città della Scienza (a sinistra), assieme a Matteo De Nora, Team Principal del Defender della 38ma America’s Cup, Emirates Team New Zealand

La “Royal Box” della Coppa America a Napoli?

Al che Villari: “Ma è passato solo per un caffè! Tu segui il tennis? Sai cos’è la Royal Box? È la tribuna più esclusiva del tennis mondiale, quella del campo centrale di Wimbledon riservata agli ospiti della famiglia reale. Nella posizione migliore per godersi il Torneo più antico del mondo…Proprio come il Tennis Club Napoli è nella posizione migliore per godersi la Regata più antica del mondo. La nostra Royal Box potrebbe essere la terrazza di copertura, da attrezzare, arredare e rendere esclusiva a seconda delle esigenze. Poi come sai abbiamo l’accesso al mare: attraversi la strada e sei sul molo della Rotonda Diaz a noi riservato, dove possono ormeggiare tender, barche spettatori, navette che fanno la spola con Bagnoli … Ora capisci perché tutti mi chiedono di venire a prendere un caffè??”.

Capisco. E il Presidente non dice nulla di più. A me viene in mente “Casa Italia”, a Fremantle in Australia. Il massimo del glamour durante la Louis Vuitton Cup del 1987, gettonatissimo punto di ritrovo che certamente i Kiwi non più giovani ricordano bene, gestito da un bravissimo Flavio Scala su idea di Maurizio Gucci. Vuoi vedere che il Tennis Club Napoli diventerà “Casa New Zealand”?

Fabio Ratti

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