Come sta il Mediterraneo? Lo sapremo presto: conclusa la tappa 2025 del progetto M.A.R.E.
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Il Marine Adventure for Research and Education (M.A.R.E.), promosso dalla Fondazione Centro Velico Caprera, si è concluso nel mese di luglio, completando la mappatura del stato di salute del Mediterraneo.

Dopo lo studio dei dati cosa succede?
Il progetto, cominciato nel 2021 con la supervisione scientifica di One Ocean Foundation, ha restituito una fotografia molto chiara e nitida della salute del Mare Nostrum: inquinanti persistenti, metalli in traccia, specie marine a rischio sono stati analizzati e sintetizzati da un pool di biologi che hanno restituito un quadro completo anche sulla biodiversità del Mediterraneo. Questa non è una fine, ma un inizio: il prossimo step, infatti, sarà la comunicazione dei risultati che sarà l’inizio di una nuova stagione di consapevolezza dello stato e tutela di questo mare. Questo permetterà, dopo anni di informazioni frammentate e difficili da confrontare, di comprendere con precisione l’attuale livello di inquinamento del nostro mare, colmando fra l’altro un vuoto importante nella letteratura scientifica.

La navigazione e il suo ruolo nel progetto
«Il progetto M.A.R.E. rappresenta un modello virtuoso di alleanza tra navigazione, ricerca scientifica e formazione”, commenta Paolo Bordogna, Presidente della Fondazione Centro Velico Caprera, “e che ha saputo unire i valori del Centro Velico Caprera e il suo impegno ambientale con quelli dei nostri partner. Questa edizione poi era particolarmente sfidante: 1950 miglia di perimetro per 10 settimane di navigazione attraverso due Paesi, spesso in condizioni di vento molto forte. Siamo riusciti a completare il perimetro rispettando perfettamente i tempi e le tappe previste e questo parla di una capacità organizzativa e di una competenza marinara non comune: le stesse che mettiamo in campo nella conduzione della nostra Scuola”.
A livello scientifico, cosa si è scoperto?
Anche Riccardo Bonadeo, Presidente di One Ocean Foundation, commenta così il lavoro svolto fino a qui: “Con il completamento della mappatura dell’intero bacino mediterraneo, inclusi i mari della Grecia, si chiude un capitolo importante del progetto M.A.R.E., ma si apre al tempo stesso una nuova fase di scoperte e collaborazioni. Dopo quattro anni di intenso lavoro, possiamo dire con orgoglio che abbiamo raggiunto un traguardo scientifico senza precedenti, accompagnato da un coinvolgimento crescente dei cittadini in attività di sensibilizzazione e tutela dell’ambiente marino. La ricerca è essenziale, ma senza educazione e consapevolezza diffusa non può esserci vera conservazione”.
A livello scientifico, i dati raccolti durante la missione M.A.R.E. nel 2025 confermano, ancora una volta, l’alto valore scientifico del progetto: con oltre 80 individui avvistati, 10 campioni di DNA ambientale, 54 di zooplancton e 52 registrazioni acustiche, il materiale raccolto rappresenta una base solida e preziosa per le analisi future; Ginevra Boldrocchi, biologa milanese, è la coordinatrice scientifica del progetto e ci ha detto: “Con questa edizione si conclude il primo ciclo di un progetto ambizioso: per la prima volta avremo a disposizione dati aggiornati, raccolti in modo omogeneo in quasi tutto il Mediterraneo. Questo ci permetterà, dopo anni di informazioni frammentate e difficili da confrontare, di comprendere con precisione l’attuale livello di inquinamento del nostro mare, colmando un vuoto importante nella letteratura scientifica”.
Federico Lanfranchi
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