Lorenzo Argento, il designer eclettico
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In occasione dei 50 anni del Giornale della Vela, le grandi eccellenze del mondo della vela si raccontano e svelano i loro progetti. In questa rubrica scoprite tutte le aziende e le persone che hanno fornito un importante contributo all’articolato mondo della vela, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
In questa puntata, vi portiamo alla scoperta di Lorenzo Argento, un progettista fuori dagli schemi.
Dal Trentino al grande yachting

“Sono un ragazzo fortunato”, inizia con questa frase la nostra conversazione con Lorenzo Argento, uno dei designer italiani più raffinati in campo nautico, sul fronte barche a vela e a motore. Lorenzo si trova in Grecia, presso l’Olympic Marine, dove tiene la sua barca a vela e partecipa regolarmente alla regata Aegean 600, e dove lavora in collaborazione con Omikron Yachts anche ad alcuni importanti progetti di barche a motore.
“E pensare che io da piccolo, nato in Trentino, ero appassionato solo allo sci”, ci confida. “Poi andai a una conferenza di Ambrogio Fogar a Bormio dove raccontava della sua avventura in Oceano. Allora mi si accese la lampadina, Torbole era a pochi chilometri da casa mia e a 13-14 anni ho iniziato ad andare in barca, solo a vela inizialmente. Poi mi sono iscritto alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, finché non incontrai il progettista Sciomachen che aveva frequentato questa scuola di progettazione navale a Southampton. Andai a vederla, mi piacque.
Parliamo di oltre 40 anni fa, il costo era equivalente a stare a Milano e decisi di farlo, mi trasferii. Perdetti un anno, ma ne valse la pena. Poi feci un workshop da Luca Brenta e fu un incontro decisivo. Fu il là di un progetto di lavoro, quello con Brenta, che durò oltre 25 anni. Il rapporto con Luca è stato fondamentale, era un’epoca in cui si intravedevano i primi computer, poco dopo diventammo anche soci, nell’85-’86. Nell’87 arrivò Luca Bassani con il progetto Wallygator. Incontrai Brenta e Bassani nel momento giusto, al posto giusto, per questo sono un ragazzo fortunato. Avevo 25 anni, Bassani 32, Brenta idem, fu in un certo senso l’inizio di un’epoca di grande yachting, quella collaborazione”.
E Wallygator è una barca particolarmente viva nella memoria e nelle emozioni di Lorenzo Argento, che aggiunge ricordando: “Fu l’inizio di tutto la mia prima partecipazione (attiva) ad un progetto di Luca Brenta, su indicazioni di Luca Bassani. Era una barca in lamellare, costruita da Sangermani, coperta in composito avanzato, primo albero in carbonio con le crocette arretrate…insomma una dream boat per l’epoca (fine anni 80) ed eravamo tutti ragazzini”.
Le altre barche cult

“Se dovessi elencare le barche che hanno veramente inciso sulla mia carriera allora ci metterei anche la ‘barca verde’”, ironizza. “Su idea di Michael Schmidt, abbiamo disegnato il Cool Breeze, questa barca di ispirazione classica (pozzetto centrale e paramare generosi) con un linguaggio contemporaneo. A mio avviso, un progetto molto azzeccato, ma poco apprezzato dalla clientela, per me comunque molto importante per il prestigio della barca che era ambiziosa sotto molti punti di vista”, aggiunge.
Nato come progettista specializzato su barche custom e one off, negli ultimi anni a Lorenzo Argento si è aperta anche la grande produzione di serie, grazie alla collaborazione con il colosso Beneteau.
“Fu il First 53 il primo passo. Ovvero il mio debutto nel mondo della grande produzione di serie. Insieme a Roberto Biscontini, abbiamo vinto la design competition alla quale eravamo stati invitati dal gruppo Beneteau. Bellissima esperienza, sono molto orgoglioso del lavoro svolto anche perché la barca è stata molto apprezzata dal mercato” ci racconta.
E proprio dal lavoro con Beneteau nasce anche la “sua” barca, quella che Lorenzo Argento ha progettato per tutti gli amanti della vela e anche acquistato per sé, il First 36 con il quale naviga e partecipa a regate come la Aegean 600. “Nata sul brief di Beneteau di voler fare un 36 piedi di meno di 5 tonnellate di dislocamento (e quindi che plani facilmente) sulle linee di Sam Manuard, e gestione del progetto da parte del team Seascape. Una barca che, in dimensioni contenute, permette di divertirsi in regata ed andare veramente in crociera che è esattamente quello che faccio io. La mia barca dei sogni. Infatti alla fine l’ho presa anche io ed eccomi qua”,ci confida con una punta di orgoglio verso la sua piccola grande barca.
Facendo un piccolo flashback e tornando al 2020, c’è una barca disegnata da Lorenzo Argento che in un certo senso unisce figuralmente i suoi lavori a vela e a motore: il Candela C8 foil. “Nel 2020 arriva in pieno Covid la chiamata del cantiere Candela, che mi ha chiesto di intervenire prima sul C7, il loro modello precedente ma già con foil e propulsione elettrica. Poi mi coinvolsero in un modello nuovo, il C8, per il quale realizzai tutto lo stile della barca, un progetto a cui sono affezionato, che mi rappresenta molto come forme del design, estetica e stile, forme gentili ma moderne”, racconta.
E ancora, a proposito della sua filosofia di progettista, ci confida: “Ogni buon progetto parte da un buon brief e dal lavoro di squadra, e io in questo senso ho avuto la possibilità di lavorare a progetti entusiasmanti con team progettuali importanti, come Wallygator con Brenta, o come l’esperienza con Michael Schmidt e YYachts, e con Gianguido Girotti in Beneteau. Pur avendo progettato tanti one-off o barche che potremmo definire “fuoriserie”, anche la produzione di serie mi ha sempre affascinato molto. Ci sono entrato con l’esperienza nel gruppo Beneteau sul fronte vela. Lavorare con un cantiere di serie ti impone delle sfide, come riuscire a essere creativi con un buon brief e riuscire a rimanere dentro i paletti che il cantiere ti da come per esempio i budget”.
Ed è per questa ragione che Lorenzo Argento può essere considerato come uno dei progettisti più eclettici nel panorama italiano, ormai con un background pienamente internazionale. Dal mondo della vela a quello del motore, dalle barche custom alla grande produzione di serie, sempre con stile.
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