A Cannes con Comar Yachts: la premiere C-Cat 65 (21 m) e C-Cat 48 (15 m)
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Il C-Cat 48 e il nuovissimo C-Cat 65 hanno tagliato la linea di partenza del Cannes Yachting Festival 2025. Una linea ideale che segna il confine tra la vita comoda e l’anima corsaiola: un Dna sportivo, già dimostrato dal più piccolo della famiglia, il C-Cat 38, vincitore dell’ultima Atlantic Race for Cruiser. Il 65 piedi è in anteprima mondiale al CYF. Fresco di varo a Fiumicino, nel cantiere Comar Yachts, ha già catalizzato l’attenzione: visite senza sosta, fotografie, complimenti. Un debutto da protagonista, grazie a linee affilate ed eleganti, alla livrea sabbia dorata resa ancora più grintosa da albero, boma, daggerboard e trampolino in nero. Non passa inosservato: 21 metri di lunghezza per 9,20 di larghezza, dimensioni che hanno reso spettacolare persino il momento del varo.

Un momento carico di emozione, perché rappresenta la chiusura di un percorso lungo e complesso: oltre 4.000 ore di progettazione, 45.000 ore di lavoro e 50 persone coinvolte. Un progetto nato dall’esperienza della famiglia Guardigli – oltre trent’anni di cantieristica tra monoscafi e multiscafi – insieme a firme di prestigio come Enrico Contreas per la progettazione, Marco Amadio e Partners per il design, Naval Design per calcoli e simulazioni, e naturalmente lo studio tecnico Comar Yachts. Le prime sensazioni in mare non hanno tardato ad arrivare. Non un vero test, dato che la barca è partita subito verso Cannes, ma le 240 miglia percorse sono state già eloquenti. “Sono rimasto sorpreso della reattività dell’intero scafo con il quale ho fatto fin da subito due ormeggi senza nessuna esitazione. In poco tempo hai la sensazione di essere sempre stato a bordo. Le prime miglia sono state con arie leggere, onda corta e a tratti di prua, e con 7,2 nodi di vento a 45 gradi, abbiamo raggiunto la stessa velocità del vento. Ci siamo poi ‘tuffati’ nelle onde formate di un traghetto e abbiamo constatato il passaggio morbido: la barca è entrata nell’onda senza perdere stabilità: nel passaggio la prua è rimasta asciutta, anche nella martingala (sezione oltre la traversa) perché gli scafi spingono gli spruzzi verso poppa. Manovrando dalla postazione di guida interna, di facile gestione con il joystick, ho apprezzato il fatto che non ci sia alcun ostacolo visivo, la visuale è completamente libera verso prua, ma anche per tutta la poppa, consentendo una manovra di ormeggio semplice e sicura. Anche nelle brevi navigazioni a vela, prima del completo settaggio, le impressioni sono molto positive” conclude Davide Caroselli production manager di Comar Yachts.
A Cannes, sul Quai Honneur di Port Canto, il C-Cat 65 è sotto i riflettori con il C-Cat 48, modello che ha già conquistato armatori di profilo molto diverso. C’è chi cerca crociera comoda senza rinunce e l’adrenalina delle regate, e chi sceglie di vivere e lavorare a bordo con barche ad alta customizzazione. Quest’ultima è una prerogativa di Comar Yachts che, costruendo in house nei reparti di falegnameria, acciaieria e lavorazione del carbonio, oltre alla laminazione degli scafi in infusione, riesce a offrire un prodotto ad alto contenuto di personalizzazione, grazie all’attitudine di dare rilevanza all’artigianalità quanto alla tecnologia, in un collaudato mix: handmade yachting technology e la migliore espressione del lavoro in Comar Yachts. Due catamarani, due anime, una stessa firma: quella di Comar Yachts, capace di costruire barche da crociera con cuore da racer.
Redazionale in collaborazione con Comar Yachts
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