Usato sotto la lente: 4 Classic Boat storiche in vendita (da 9 a 12.5 metri)
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Il mercato dell’usato, mai come per la vela, è un mondo vasto, complesso e pieno di buche e variabili. E, se capire quale barca faccia al proprio caso, e quale tra le visionate sia l’opzione migliore, può risultare difficile, ancor di più può essere vendere la propria. Ciò nondimeno, il mondo dell’usato è quello che più si presta per buona parte del pubblico, sia sul fronte qualità prezzo, sia sul fronte della scelta –senza poi contare, gli appassionati del Classico, che solo qui trovano, o possono trovare risposte. In quest’ottica, per assistere ogni fronte, il Classic Boat Club cerca di venirvi incontro, siate armatori, o possibili acquirenti. Ecco quindi 4 barche usate, osservate nel dettaglio del loro progetto e oggi iscritte al Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico.
Usato sotto la lente: 3 Classic Boat storiche in vendita
Partiamo da una premessa: il Classic Boat Club non ha nulla a che fare con le piattaforme di vendita, e non è un marketplace. Il suo scopo non è quello di vendere imbarcazioni, e nulla ne ricava. Ciò detto, però, celebrare e valorizzare le Classic Boat significa anche prendersi la responsabilità di aiutare coloro che, di queste, si prendono cura, se ne sono presa, o intendono farlo. Ecco perché, il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico, offre l’opzione di segnalare una barca iscritta come in vendita, qualora sia questa l’intenzione dell’armatore. Ma si tratta di una pura segnalazione, un’assistenza in visibilità. Ogni trattativa, informazione, o contatto, avviene direttamente tra i soggetti interessati e la proprietà, senza commissioni o intromissioni alcune. Specificato questo, ecco quaatro scafi oggi in vendita, ognuno, a suo modo unico e perfetto per un nuovo armatore.
Gulliver; Hallberg Rassy 41 [1978; 55 m]
Gulliver è un Hallberg Rassy 41, grande progetto di Olle Enderlein per il cantiere, che ne lancia la produzione nel 1975. Varato nel 1978 e acquistato da un professore svedese con il nome Aloha, dopo alcuni anni di navigazione nel nord europa, Gulliver si trasferì con questi negli States, per ritornare in Svezia solo 6 anni dopo, vendendo la 41 ad un architetto tedesco, che lo portò in Mediterraneo per poi compiervi un giro del mondo. Dopo circa 7 anni rientra a Porto Ferraio dove Gulliver viene rimesso in vendita, diventando di proprietà dell’attuale armatore.
Barca estremamente solida e marina, Gulliver è stato subito completamente revisionato in cantiere, sono stati sostituiti motore, vele etc e, dopo un anno circa, questo HR41 è nuovamente ripartito per stare in giro per il mondo. Nel luglio del 2000 approda quindi alle Marchesi, in Polinesia Francese, dove rimane per 4 anni navigando per le Isole della Società e a Raiatea in particolare Nel 2004 inizia a fare crociere nelle Isole Sottovento e porta avanti questa attività fino a novembre del 2024, quando viene messo sul mercato per la vendita. Da allora, comunque, gli attuali armatori lo mantengono al top della forma.

Guardando al progetto in sé, l’Hallberg Rassy 41 fu l’ammiraglia di cantiere del 1975, armato a ketch venne concepito e totalmente progettato per prendere il mare senza preoccupazioni, dando vita ad uno scafo che, senza compromessi, nasce per chi vuole vivere in barca. Cosa che, questo specifico modello, ha ben dimostrato di saper fare. Perfetta per la grande crociera, comoda e di qualità, è una barca sì datata, ma non per questo da sottovalutare, concepita in ogni suo aspetto per andare ovunque. La coperta lo dimostra, pensata proprio per questo, e il pozzetto è protettissimo, mentre sottocoperta, sostanzialmente, è una casa.
Per maggiori informazioni, trovate dettagli contatti diretti alla scheda qui riportata: Gulliver, Hallberg Rassy 41

Livadi; First 305, Beneteau [1987; 9.80 m]
Livadi, è un First 305, progetto del grande Jean Berret prodotto dai cantieri Beneteau a partire dal 1985 e fino al 1989, per oltre 640 unità complessive. Varata nel 1987, Livadi è quindi parte di metà serie. Tipicamente anni ‘80, il modello fu particolarmente apprezzato dal pubblico, e divenne uno dei successi del cantiere, forte di grande manovrabilità e indole sportiva.
In termini di progetto, il 305 si ispira alla carena del già apprezzatissimo First 30E, di cui però offre appendici rivisitate. In termini di piano di coperta, risulta una barca ben organizzata, capace di essere condotta anche short-handed, mentre non manca di offrire interni adatti al crocierista, con doppie cabina, cucina e quadrato abitabile.
A causa del notevole dislocamento, è uno scafo non particolarmente felice nelle ariette, ma estremamente a suo agio all’aumentare dell’aria, qualità che può piacere sia a chi cerca divertimento, sia a chi si sente più conservativo. Complessivamente, risulta uno scafo adatto sia coloro alla ricerca di un piccolo cruiser, sia per il neofita alla ricerca di un natante da cui partire. In termini di manutenzione, Livadi ha vissuto principalmente sul Lago di Garda e vanta non pochi aggiornamenti relativi gli impianti e le sistemazioni di bordo.
Per maggiori informazioni, trovate dettagli contatti diretti alla scheda qui riportata: Livadi, First 305
Golondrina (ex Ojalà); One-Off S&S [1968; 11.24 m]
Golondrina, nata come Ojalà su commissione di Charles Holland, è il progetto n°1922 dello studio Sparkman & Stephens. Si tratta di uno scafo One-Off, un One Tonner Rorc varato nel 1968 dai Cantieri Carlini di Rimini, allora la realtà di riferimento di S&S per le costruzioni in mogano nel Mediterraneo.
Costruita in legno di mogano, si tratta di uno scafo classico dal pedigree non indifferente, una barca nata per la crociera e a questa sempre votata. Tra le altre cose, fu due volte Campione One Ton del Mediterraneo, nel 1970 e 1971, e Prima Classificata alla Giraglia del 1971. Dagli anni ‘90, regata assiduamente. Oggi, risulta uno scafo ideale per regatare in categoria nelle rinnovate classi ‘storiche’ che popolano il mediterraneo.
In quanto alle condizioni, invece, necessita di un nuovo refit, con l’ultimo eseguito nel 2018. Complessivamente, si presenta come uno scafo eccellente per chi, appassionato del ‘classico’ e dell’eleganza anni ‘60, vuole diventare armatore, letteralmente, di un pezzo di storia della vela.
Per maggiori informazioni, trovate dettagli contatti diretti alla scheda qui riportata: Golondrina (ex Ojalà)
Talìa; Valiant 40 [1980; 12.20 m]
Talìa, varata nel 1980, è una buona rappresentante della cultura ‘cruising’ d’oltreoceano, dove, il progetto, risulta peraltro inserito nella Hall of Fame della cantieristica americana (Sail). Introdotto a metà anni ‘70 da Bob Perry, fu un grande successo tra i cruiser americani, valso centinaia di esemplari al cantiere costruttore, Uniflite, prima che gli stampi venissero acquisiti da un nuovo costruttore, ora sotto il nome Valiant Yachts (produzione poi durata fino agli anni ‘90).
In termini di progetto, sopra il galleggiamento, il disegno di Perry trae in inganno, offrendo linee e volumi particolarmente classici, oltre che una poppa strettissima. Sotto il galleggiamento, cambia però la musica: bassa superficie bagnata, alto coefficiente prismatico e ridotto rapporto tra dislocamento e linea di galleggiamento ne fanno infatti una barca simile ai racer di primi anni ‘70, rendendolo un cruiser veloce e particolarmente marino, capace di navigare, come dimostrato dalle molte circumnavigazioni, ovunque questi voglia.
Oggi, guardando al complesso, Talìà risulta uno scafo ben manutenuto e adatto al crocierista dal gusto classico, ma alla ricerca di una barca comoda e ben testata. Da menzionare, una modifica particolare: in accordo con il progettista stesso (che ha fornito il disegno della modifica), Talìa ha subito un aggiornamento del sistema propulsivo, passato da linea d’asse a sail-drive.
Per maggiori informazioni, trovate dettagli contatti diretti alla scheda qui riportata: Talìa, Valiant 40
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