Zuanelli: da tre generazioni al servizio dell’armatore
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In occasione dei 50 anni del Giornale della Vela, le grandi eccellenze del mondo della vela si raccontano e svelano i loro progetti. In questa rubrica scoprite tutte le aziende e le persone che hanno fornito un importante contributo all’articolato mondo della vela, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
In questa puntata, vi portiamo alla scoperta della storia e delle novità di Zuanelli, una delle realtà più innovative e multiformi del panorama nautico italiano, fondato nel 1972 e divenuto oggi un punto di riferimento del settore.
Una lunga storia di qualità e maestria artigianale. Benvenuti!

Vi portiamo alla scoperta di un cantiere fondato nel 1972 che oggi è un punto di riferimento per le lavorazioni artigianali di barche nuove e da restaurare.
Una realtà artigianale e famigliare da tre generazioni che si dedica a pochi progetti l’anno, mirando alla qualità senza comìpromessi e al servizio completo dell’armatore. È questa la forza del cantiere Zuanelli di Padenghe sul Garda (Brescia), un marchio storico e molto rinomato per l’alta qualità delle sue barche. L’azienda dispone di falegnameria interna, area per stampaggio, laminazione, resinatura e verniciatura. Ma Zuanelli è specializzato anche in refitting e bellissimi progetti “custom”, spesso a firma di grandi progettisti.
La passione di Pietro e la strategia “custom”
Fondato da Pietro Zuanelli nel 1972, figlio di pescatori con una grande passione per il lago e le barche, il cantiere ha iniziato dedicandosi al rimessaggio ed evolvendosi presto verso le riparazioni e gli allestimenti interni per altri cantieri. Nel 1975 l’azienda acquisisce un bel “know-how” dalla celebre Alpa di Offanengo, specializzandosi nella costruzione di barche a vela in vetroresina. È questo l’inizio della “strategia custom”. Nei primi Anni 80 arrivano i primi modelli firmati Zuanelli. La prima barca è lo Z40, uno sloop di 12 metri su progetto Sparkman & Stephens. Nel 1986 Pietro lascia la guida del cantiere ai figli Mario e Francesca, rimanendo comunque presente come supporto. Con la seconda generazione, durante gli Anni 90 e 2000, il cantiere si sviluppa e s’ingrandisce. Escono alcuni modelli iconici, come il FAX disegnato da Alain Jézéquel e i due progetti Z49 e Z52DH firmati da Roberto Starkel. “Siamo un cantiere autarchico – spiega Mario Zuanelli – nel senso che l’80-90 per cento delle nostre barche è costruito in sede dalle nostre maestranze. Facciamo noi tutto il lavoro, dalla costruzione al varo, montiamo i motori, l’albero e il bulbo. In questo modo riusciamo ad avere il controllo totale della lavorazione. Abbiamo oltre 50 anni di storia e alcuni dei nostri artigiani sono con noi da sempre. Il nostro fabbro, per esempio, lo conosco da quando avevo 12 anni. Ci sono anche i giovani, ma è un lavoro duro e serve tanta passione. Poi possiamo contare anche su solide collaborazioni esterne, ma vogliamo essere autonomi. Ci piace così”.
Barche costruite intorno all’armatore
A partire dal 2010 entra in gioco la terza generazione di Zuanelli, rappresentata dai figli di Mario: Andrea, Paolo e Sara, che iniziano a partecipare sempre più attivamente ai processi aziendali. In questo periodo Zuanelli si dedica sempre più a progetti su commissione. “La nostra fortuna è di lavorare con armatori molto esigenti – racconta ancora Mario – ma anche molto appassionati che invitiamo spesso in cantiere ad assistere alla lavorazione. Li ascoltiamo e li consigliamo. Questo dialogo costante e il nostro supporto che continua anche dopo il varo, si trasforma in barche ben fatte e che soddisfano in pieno le esigenze dei committenti. Non esistono barche brutte, ma esistono armatori felici. Noi puntiamo su quello”. Parallelamente alla produzione di nuove imbarcazioni, il cantiere Zuanelli è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento anche per
le attività di refitting. “Siamo elastici e dobbiamo adattarci a un mercato sempre mutevole, anche se i nostri valori non vengono mai meno – afferma Mario – ci siamo reiventati nel refitting durante la grande crisi del 2009 ed è stata un’esperienza fantastica, siamo entrati negli altri cantieri, abbiamo colto cosa facevano bene e cosa sbagliavano, perchè anche i cantieri rinomati fanno errori. Soprattutto, abbiamo imparato cose nuove. Dal classico teak della coperta, per esempio, siamo passati a lavorare i laminati e perfino il teak sintetico”.

Tanti progetti di successo
Un ruolo fondamentale di Zuanelli è anche il servizio “custom” che consente agli armatori di personalizzare la propria barca. Tra i progetti degli ultimi anni c’è l’allestimento degli interni dello Stadship 54 AC “Aluaka” di Davide Zerbinati e di un prototipo di 47 piedi in alluminio realizzato da una startup in collaborazione con il Politecnico di Bologna. E poi altri cabinati, come “Over”, un progetto da regata firmato Starkel o “Tè Salt”, disegnata da Umberto Felci per la Mini Transat, o ancora “Aluaka”, un racer i in alluminio vincitore della Arc+ del 2019. Negli ultimi anni, il cantiere ha esplorato l’uso di materiali e tecnologie nuove come l’alluminio, riciclabile ed ecocompatibile, e l’infusione, un sistema per stampare barche in vetroresina che riduce le emissioni inquinanti. Nel 2024 il cantiere ha realizzato il C32, un day-sailer progettato e commercializzato da Comuzzi Yachts. “Portiamo avanti con orgoglio ancora oggi la filosofia di mio padre Pietro: mai fermarsi, evolversi sempre”, conclude Mario. E c’è da credergli.

Via G. Marconi, 54 25080 Padenghe sul Garda (BS)
Tel. +39 030 9907337
in**@******li.it
www.zuanelli.it
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