2008. Speedboat, nasce la barca della velocità
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Mostro da record
Tratto dal Giornale della Vela del 2008, Anno 34, n. 06, luglio, pag. 78-81.
Per la prima volta al mondo un armatore di New York da un solo brief al genio della progettazione Juan Kouyoumadjian: progettami la barca più veloce del mondo, il resto non conta. Nasce il folle Speedboat che da una svolta definitiva al vecchio mondo dello yachting.
Progettato da Juan Kouyoumdjian, il 100 piedi Speedboat è un ritrovato di tecnologia. Con un po’ di Made in Italy.
La richiesta che Alex Jackson (armatore di New York di 41 anni, vincitore l’anno scorso del primo campionato nazionale USA di Swan 42 Class al timone di Amelia) ha formulato al progettista Juan Kouyoumdjian, è stata molto semplice: “Per favore, mi disegni una barca dalle prestazioni eccezionali”. Nel settembre del 2006, al termine di una prova della Maxi Yacht Rolex Cup in Sardegna, durante la quale era stato ospite a bordo del Volvo Open 70 ABN Amro (la barca disegnata proprio da Kouyoumdjian che aveva appena vinto la regata attorno al mondo), Jackson è stato più preciso: “Voglio un Volvo Open 70, ma di 100 piedi”. La costruzione presso il cantiere neozelandese Cookson Boatbuilders è iniziata nel maggio del 2007 e, dopo un anno, Speedboat è stato varato ad Auckland. La barca è lunga 30 metri fuori tutto, ai quali vanno aggiunti i 3,5 m di bompresso, ed è larga 7,5 m; alla stazza pesa 30 tonnellate (33 t una volta attrezzata per la navigazione) e ha i serbatoi di zavorra liquida per caricare fino a 8 tonnellate d’acqua su ogni lato. Il piano velico è una cattedrale: su un albero, non rotante e non a profilo alare, di 44 metri e a cinque crocette, realizzato dalla Southern Spars, sono issate una randa di 420 metri quadri, un Code Zero di 650 mq e un gennaker (il più grande) di 950 mq. “Alcune vele (realizzate dalla North Sails, ndr) erano talmente grandi che sono state fatte in tre pezzi, perché non entravano negli stampi del 3DL” racconta Kouyoumdjian. “La barca parteciperà alle regate di grande altura IRC, anche se l’obiettivo non sarà vincere in tempo compensato, ma stabilire i nuovi record di velocità dei percorsi. Per regolamento, per essere ammessi alle regate, siamo comunque stati costretti a fare anche uno spinnaker di 1200 metri quadri che, ovviamente, sarà impossibile da tenere a riva e quindi non sarà mai utilizzato”.
Tanto che Speedboat non ha proprio i tangoni. Le appendici, tra cui due timoni, due derive di prua di inclinazione regolabile e una chiglia basculante di 15 tonnellate, sono state realizzate da Re Fraschini Components, l’azienda italiana di Legnano che ha già collaborato con Luna Rossa Challenge, nelle due ultime America’s Cup. Lo scafo è interamente costruito in carbonio e Nomex, con il Dyneema utilizzato per le parti non strutturali. Speedboat (tradotto letteralmente: barca della velocità) è stato quindi concepito per battere i record. Il suo nome, scritto a chiare lettere sulle fiancate, è un grido di battaglia. Per questo, Juan Kouyoumdjian ha progettato la barca in totale libertà, infischiandosene dei regolamenti di stazza dei sistemi ad handicap. Ha dovuto rispettare solo due vincoli: la lunghezza di 100 piedi (il limite massimo per una barca che vuole partecipare alle regate di grande altura più prestigiose) e l’immersione di 5,7 metri, voluta dall’armatore per entrare in specifici porti di suo gradimento. “Non ho inventato la ruota” ammette il progettista. “Speedboat è proprio uguale a un Volvo Open 70, solo più grande”. Nelle uscite di prova, il nuovo 100 piedi ha navigato a 28,73 nodi con 19,3 nodi di vento reale. “Potrà superare i 30 nodi di velocità, con 20-25 nodi di vento” dichiara Kouyoumdjian. La prima sfida per Speedboat è quella di migliorare il record stabilito nel 2002 da Pywacket, il 75 piedi di Roy Disney che coprì le 635 miglia della Newport Bermuda Race in 53 ore e 39 minuti.
Leggi anche: https://gdvelastg2.nohup.host/2014/07/22/rambler-barca-dei-record-in-pensione/
di Andrea Falcon
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