Su Prime arriva il film documentario “Giovanni Soldini – Il mio giro del mondo”
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Per gli appassionati di vela e di cinema c’è una novità in arrivo, in esclusiva da martedì 25 marzo 2025 su Prime Video, il film documentario Giovanni Soldini – Il mio giro del mondo. Prodotto da Giovanni Cova, Matteo Rovere, Leonardo Godano e Sydney Sibilia e scritto da Tommaso Franchini, Emanuele Cava e Shadi Cioffi, il film racconta il giro del mondo, a varie tappe, che lo skipper milanese ha compiuto con il Mod 70 Maserati dal 2022 al 2024, trimarano a propulsione elettrica.
Un film che al Giornale della Vela abbiamo visto nascere da vicino, dato che lo staff è venuto in redazione per le ricerche di archivio su Soldini. Parlerà di vela e di uomini, ma anche e soprattutto di ambiente che sarà il leitmotiv del documentario.
Una produzione spettacolare e coinvolgente che ha richiesto 16 mesi di riprese via mare e via terra e complessivamente oltre 2 anni di lavoro firmata Groenlandia e QMI, in associazione con Medusa Film e realizzata in collaborazione con Prime Video. Dopo No More Trouble di Tommaso Romanelli, un altra produzione a tema vela, che ha ancora Giovanni Soldini come protagonista.
Giovanni Soldini – Il mio giro del mondo
Il docufilm da 100 minuti circa, che vanta anche musiche originali firmate dai Mokadelic, è un diario per immagini fra scenari mozzafiato e competizioni adrenaliniche che ricompone giorno dopo giorno il viaggio di Soldini, attraverso le difficoltà e i trionfi, e caratterizzandosi come una vera e propria missione scientifica in nome della salvaguardia dell’ambiente, sotto l’egida del Decennio ONU delle Scienze del mare per lo sviluppo sostenibile 2021/2030, guidato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (COI): “L’UNESCO ha fatto una chiamata alla società civile, dove chiunque abbia una barca o una nave può collaborare con la comunità scientifica per raccogliere informazioni” racconta lo stesso Soldini. “Noi seguiamo rotte fuori da quelle commerciali, quindi i dati che raccogliamo possono essere molto interessanti alla comunità scientifica per capire cosa sta succedendo e come funziona il ‘sistema mare’”.
Un obiettivo che per il navigatore, impegnato da sempre in prima linea nella difesa del mare, comincia dal suo compagno di viaggio: il suo trimarano ultraleggero, capace di “volare” sulle onde a 40 nodi di velocità, sviluppato fino alla completa autosufficienza grazie ad un motore elettrico e pannelli solari, ed equipaggiato della strumentazione Ocean Pack, che lo rende un vero e proprio laboratorio oceanografico galleggiante, in grado di misurare l’anidride carbonica, temperatura, salinità e connettività dell’acqua in superficie.
Dati raccolti e messi al servizio della comunità scientifica, che hanno un valore ancor più prezioso perché Soldini è tra i pochissimi esseri umani che in un contesto di grande accelerazione dei cambiamenti climatici, in soli 16 mesi ha visitato tutte le principali aree marine del Pianeta, le più belle ma anche le più compromesse, testimoniando lo stato di salute del mare per lanciare l’allarme sugli effetti della crisi ambientale che ha visto negli ultimi 150 anni più che raddoppiato il livello di CO2 in atmosfera, a fronte di un valore rimasto pressoché stabile per 10.000 anni, la perdita del 70% delle barriere coralline al mondo, mentre le condizioni del Mar Mediterraneo sono a oggi fra le più critiche sulla Terra.
Giovanni Soldini, cosa fa oggi?
Sul progetto segretissimo che coinvolge la casa Ferrari e il navigatore milanese (classe 1966), ovvero un monoscafo dotato di foil di 100 piedi (30 metri) costruito in Toscana, abbiamo gli ultimi aggiornamenti: “voci di banchina” indicano che la barca sarà pronta e finita nei primi mesi del 2026.
In questi ultimi anni Giovanni Soldini si è specializzato nel cercare di infrangere i record delle principali regate/imprese del mondo. Gliene manca uno, il più prestigioso, il Trofeo Jules Verne. Questa sfida non è altro che il premio per chi circumnaviga il mondo a vela più velocemente.
Soldini stesso ha parlato di un “monomarano” ad altissimo contenuto tecnologico. Gli esempi sulle grandi dimensioni ci sono già: gli AC75 della Coppa America, il monoscafo volante d’altura FlyingNikka. Ma a 100 piedi non si era ancora arrivati. C’è il Baltic 111 che però non è full foiling. Sarà molto interessante vedere come il progetto coniugherà velocità e sicurezza perché c’è già chi dice: “Ce lo vedi un 100 piedi full foiling a doppiare Capo Horn?”

La nuova barca di Soldini, secondo indiscrezioni, sta nascendo in un capannone “segreto” a Tombolo, la tenuta più a sud del Parco di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli, attraversata dal Canale dei Navicelli, in provincia di Pisa.
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