VIDEO – Carlo Falcone: “Io, Antigua, la vela, le barche, i miei figli”
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Siamo all’Antigua Sailing Week, la grande festa della vela caraibica dove la nostra Ida Castiglioni è a caccia di storie (qui la prima puntata e la seconda puntata). Dopo aver incontrato Irina, scampata alla guerra in Ucraina “grazie” alla vela, oggi Ida ci racconta il profilo di italiano celeberrimo sull’isola caraibica di Antigua. Carlo Falcone, ex Console Onorario d’Italia ad Antigua (fino allo scorso anno, ora il ruolo è passato alla figlia), una vita per la vela, protagonista all’Antigua Sailing Week con il suo Caccia alla Volpe (13,50 m, progettato da Andrea Vallicelli).
Carlo Falcone, quando la vela diventa leggenda
Carlo Falcone, livornese doc del ‘54, è un vulcano, un vero mito che si rafforza quando lo vedi uscire in regata con il suo Caccia alla Volpe dove, a far parte dell’equipaggio vincente sono sei Falcone. Carlo timoniere e tre dei suoi quattro figli: Shirley prodiera, Rocco tattico e Shaun randista (il quarto figlio è Shannon, che è in Italia e ha appena concluso la RAN, (vincendo con catamarano foil F4 Falcon di Matteo Uliassi, da lui ideato e sviluppato), più due nipoti (dei sette) appena ragazzini, Cade, primo dei figli di Shannon, e Haizea, seconda figlia di Shirley.
Carlo ha creduto nella vela fin dall’inizio ed è riuscito a far crescere questa passione nei suoi figli (sono pochi quelli che ce la fanno). La barca è una barca datata, che quest’anno compie 47 anni: un progetto One Off IOR di 13,50 m di Andrea Vallicelli, costruito in compensato marino dal cantiere Bani di Porto Santo Stefano.
Video – Intervista a Carlo Falcone
Carlo è uno skipper impegnativo, un perfezionista, che in queste regate non si è fatto condizionare troppo da suo figlio Rocco e da Federico Colaninno, che erano a bordo, meritati vincitori con Marco Gradoni e Giunluigi Ugolini, come Team Luna Rossa, della Young America’s Cup di Barcellona, corsa sugli AC40.
Qui ad Antigua per fare andare la barca non ci sono bottoni o computer: si tira su il tangone quando lo dice Carlo, si vira quando lui decide (anche se qualche suggerimento lo accetta). Il risultato alla fine è una meritata vittoria nella classe Racing 4 e uno splendido secondo posto Overall.
La storia di Carlo il velista
Ma riavvolgiamo il nastro e vediamo dove e quando ha preso il via la storia velica e umana di Carlo, che nella vela ha fatto di tutto e di più, passando pure per i Giochi Olimpici.
E’ figlio di un medico livornese, velista per diporto, e come i fratelli è nato di fronte all’Accademia Navale, ma l’imprinting deve averlo ricevuto dallo zio, Carlo Falcone, che era Ammiraglio. Frequenta l’Istituto Nautico a Livorno e poi decide di andare a imparare come si fanno le vele alla Veleria Horizon nel Connecticut. Torna in Italia e a Prato apre Millennium, la sua veleria, con in mezzo un passaggio al Marina di Porto Cervo, come vice-direttore del porto.

Ma Carlo sogna l’oceano e i tropici e così vende tutto, veleria compresa, e decide con la compagna, Pandora Dance, irlandese, di partire. E’ il 1984 e a Casablanca, in Marocco, è al via della Transat des Alizées con il Caccia alla Volpe: a bordo c’è anche Shannon, il figlio di 3 anni e mezzo.
L’approdo ad Antigua
Il traguardo della regata è a Guadalupa e da quel momento la famiglia vive a bordo girando a vela da un’isola all’altra dei Caraibi. Finché non approdano ad Antigua, non ancora toccata dal turismo, e ne rimangono affascinati tanto decidono di fermarsi e viverci.
All’inizio Carlo avvia un’attività per importare prodotti dall’Italia e dal 1986 è un socio attivo nell’Antigua Yacht Club, che ha un bilancio più che in passivo e sta per chiudere. E qui Carlo getta il cuore oltre l’ostacolo e, per salvare il Club, decide di realizzare a sue spese un dock con i pontili per farlo diventare un punto di approdo per le barche da crociera che scendono ai Caraibi dagli Usa e dal Canada, e per quelle che arrivano qui dalla vecchia Europa: nasce così nel Falmouth Harbour l’Antigua Yacht Club Marina, di cui è tuttora proprietario assieme al Residence, situato di fronte.
Ma intanto la vita va avanti e Carlo, che con Pandora ha avuto anche Sirley, comincia a navigare con Paola Vittoria, napoletana di passaggio ad Antigua. Ed è con lei che progetta di partecipare per Antigua alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, nella classe Star, dove si piazzano onorevolmente.
Sempre nel 1992 con Paola Vittoria acquista all’asta una barca d’epoca dalle splendide linee d’acqua e piena di storia. In questi anni la famiglia si allarga e nascono Shaun e Rocco.

Mariella è uno yawl bermudiano di 24 m, realizzato in legno nel 1938 nel cantiere William Fife & Son, su progetto di Alfred Milne. Viene costruita per l’importatore di caffè James Patterson e passa poi al Barone Ronald Teacher, quello dello whisky, che ci naviga per 32 anni e negli anni 80 fa un giro del mondo in crociera con una lunga sosta in Nuova Zelanda, dove la barca va in cantiere per importanti lavori di manutenzione. Su Mariella Carlo ha poi più volte attraversato l’Atlantico dall’Europa ai Caraibi e viceversa.
Nel 1994 e nel 1995 Mariella ha conquistato il primo posto Overall nella Antigua Classic Yacht Regatta e da allora ha partecipato a tante regate di livello mondiale.
Nel 2012, timonata da Dennis Conner, Mariella ha vinto nella sua categoria la Antigua Sailing Week.
Nel 2021 è stata sottoposta a Viareggio, prima a un refitting rigoroso con il rifacimento di ogni parte secondo i disegni originali, e poi a una revisione dell’alberatura. Anche gli interni sono stati adeguati ai tempi con frigorifero, lavatrice, aria condizionata e insonorizzazione del motore.
La Coppa America ad Antigua
Nel 2024 la barca è rimasta a Barcellona durante i due mesi di Coppa America e ha permesso a molte mogli o fidanzate e ai figli degli uomini dell’equipaggio di Luna Rossa di seguire le regate in mare. Per quest’estate 2025 il programma è quello di partecipare a tutte le regate, per barche d’epoca ma anche no, in Mediterraneo.
A proposito di Coppa America, Carlo è riuscito in un’impresa complicatissima. Dopo la vittoria nella Coppa America del 2013 su Oracle di Shannon, che ha corso tutte e 19 le regate con Jimmy Spithill, Carlo è riuscito a portare la Coppa America, quella vera, ad Antigua. Come ce l’ha fatta a portare in questa piccola isola sperduta la Coppa vinta da Rocco e dal Team Luna Rossa nella Young America’s Cup. In un circolo velico che più semplice non si può.
Carlo, che è stato fino allo scorso anno Console Onorario d’Italia ad Antigua (ruolo che adesso è passato alla figlia) mi ha ricordato durante la premiazione che l’altra sua grande passione sono i rally. Questa – gli ho detto – è un’altra storia e per il momento lascerei perdere.
Ida Castiglioni
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