Salvate Marinariello, una Classic Boat cult dell’Adriatico!

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Marinariello
Marinariello

Quando si parla di Classic Boat d’eccezione, scafi leggendari, il nome Marinariello evoca subito una storia esemplare, capace di spaziare dalla Nuova Zelanda all’Adriatico, intrecciando passioni irriducibili, resilienza sportiva e visionarietà progettuale. Nata dalla geniale matita di Bruce Farr, Marianello (1992) è infatti uno scafo cult della vela nostrana, un Cookson ineccepibile, oggi, però, in una situazione difficile, e ha bisogno del nostro e vostro aiuto. Marianello, infatti, cerca una o più nuove figure capaci di condividerne il sogno, riscrivendolo, con l’attuale proprietà. Leggete bene le prossime righe, perché non tracceranno solo la storia di uno scafo emblematico, oggi Classic Boat di Valore Storico, ma potrebbero nascondere anche un’opportunità più unica che rara.

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Salvate Marinariello, Classic Boat mitica dell’Adriatico!

Partiamo dalle basi. Marinariello non è una barca qualunque e, tantomeno, non è un Farr 39, come spesso capita di sentire. Marinariello è infatti il progetto Farr Yacht Design #277, ovvero un Farr 40 IMS mod. (11.904 x 3.794 m) costruito da Cookson (NZ) nel 1992 su commissione del notaio fiorentino Sergio Galgani. Un IMS 40 all’avanguardia, antesignano dei successivi progetti #336 e #374, rispettivamente Farr 39ML e Farr 40 One Design, scafi destinati a definire gli standard della classe nel decennio successivo. Ma Marinariello è anche molto di più. 

Marinariello
Marinariello

Una storia che precede le classificazioni 

Dopo aver navigato tra le onde neozelandesi, Marinariello arriva in Italia e diventa presto il protagonista dei campi di regata dell’Adriatico. Dal 2000, con Carlo De Bona, la barca sarà infatti presente nei campionati di Lignano Sabbiadoro, per poi essere aggiornata, nel 2008, con un primo refitting destinato ad adottare un bulbo più lungo, per migliorare ancora la già eccezionale performance. 

Marinariello

Nel 2010, una piccola tragedia. Durante la Trieste-San Giovanni in Pelago – Trieste, Marinariello perde il bulbo e fa naufragio. Perderà così anche l’albero, spezzato in tre parti, e tutta l’elettronica di bordo. Attenzione però, perché questa è ben lungi dall’essere al sua fine. La barca verrà infatti restaurata completamente, vedrà rimontato il bulbo originale e un nuovo albero, questa volta, di un Farr 40 One Design.

Marinariello ed il Moro

Rinascita: una nuova rotta

Nel 2021 Marinariello viene affidato a Francesca De Bona che, con un primo gruppo di amici, cerca di riportarla in mare. Il refitting iniziale non risulta però sufficiente e, nel 2022, un nuovo stop dovuto al cedimento di parte dell’attrezzatura, forza Marinariello a terra. È però in questo momento di grande difficoltà che arriva a coagularsi una nuova forza.

Marinariello

Intorno alla barca si raduna un team di esperti e professionisti, tutti convinti e capaci di vedere il potenziale nella barca, a loro volta ispirati dalla passione di Francesca. La barca ritorna così in forma e, io 28 agosto 2022, al Campionato Italiano Assoluto di Altura, Marinariello conquista il terzo posto di Classe (Group B). Sarà tra i migliori risultati mai conquistati dalla barca nella sua lunga storia. È il La per dar vita a una nuova stagione.

Bastano così pochi giorni perché nasca la Marinariello Yachting ASD, associazione costruita intorno all’obiettivo di creare un equipaggio misto, per contemporaneamente dar vita ad una nuova avventura e unire velisti amatori e campioni in un progetto inclusivo e di successo.

Marinariello

La caduta, e il nuovo volo

Nel luglio 2023, Marinariello viene alato per semplici lavori stagionali. Sono previste la sostituzione di due prese a mare e il trattamento antivegetativo. Accade però l’impensabile.Marinariello cade dall’invaso mentre è a terra. 

Marinariello sull’invaso, con visibile il danno mure a dritta dovuto alla caduta

I danni sono estesi, ma grazie all’Accertamento Tecnico Preventivo, le responsabilità sono state accertate e oggi il Team è in attesa della conclusione dell’iter risarcitorio. Nel frattempo, tutto è pronto per una nuova rinascita. Il piano lavori è stato validato dal supporto tecnico di Trimarine, che ha garantito la fattibilità tecnica completa. I preventivi sono definiti, e il team è pronto a rimettere Marinariello in acqua. Del resto, è una barca che merita di tornare a navigare.

Oltre alla sua storia unica, infatti, ci racconta il team, “Marinariello dispone di caratteristiche tecniche che la rendono ancora oggi un progetto agonistico di grande interesse. Lo Scafo Cookson, progetto Farr Yacht Design #277, è uno scafo d’eccezione, e tutto il corredo è ineccepibile. Sono infatti presenti due set completi di vele –uno recente fornito da One Sails (inclusi Code 0 e A0), uno di riserva per allenamento; cui si aggiungono il nuovo Sartiame, recentemente installato, una zattera Oceanic da 8 posti, adeguatamente revisionata, tutta la documentazione tecnica e di stazza è aggiornata e, il bulbo originale Farr, risulta a sua volta certificato. Eccellente, anche l’elettronica, interamente revisionata e pronta per essere re-installata.”

Diventa co-proprietario della rinascita

Marinariello è più di una barca. In breve, è una storia, un’idea di vela autentica, un progetto di inclusione e sport che ha già dimostrato il suo valore umano e agonistico. Ma soprattutto, è un’occasione irripetibile per chi desidera diventare parte attiva della sua rinascita – come racconta il team.

“Stiamo cercando uno o più partner, armatori, imprenditori, appassionati, che vogliano entrare in co-proprietà della barca, e quindi  accompagnarci nella fase di ripristino, così come contribuire alla costruzione di un nuovo ciclo sportivo, sociale e formativo.”

“A chi si renderà disponibile, verrà fornito l’intero dossier tecnico, comprensivo di certificati, fatture, piano lavori, progetto tecnico Trimarine, e dettagli sull’equipaggio e le attività previste. Chi si unirà a noi sarà parte di qualcosa di molto più grande di un investimento nautico: sarà co-autore della rinascita di un’icona della vela italiana.”

Ringranziamo infine il Giornale della Vela e il Classic Boat Club per averci dato una piattaforma, nella speranza di restituire nuova vita a questo splendido scafo. Marinariello lo merita”.

Per chi vuole salvare Marinariello

Per contattare il Team di Marinariello, ricevere maggiori informazioni e dettagli sul dossier tecnico, o per valutare una proposta di co-proprietà, potete scrivere a ma***************@***il.com oppure contattare la redazione del Giornale della Vela alla mail cl*********@***************la.com

Marinariello
Marinariello

Nasce il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico: ecco cosa sapere

 

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4 commenti su “Salvate Marinariello, una Classic Boat cult dell’Adriatico!”

  1. Federico Stopani

    Se dovete fare un articolo del genere almeno chiedete a chi sa qualcosa, magari a qualche vostro vecchio giornalista o potreste ricorrere al vostro archivio….
    Altrimenti ci si chiede come facciate a definire così importante Marinariello dimenticando tutti gli anni del Tirreno e in particolare i primi, proprio di Sergio Galgani. Anni nei quali abbiamo vinto, oltre a tutte le regate più importanti di quella stagione, il primo Campionato Italiano IMS della storia, quello del “pettinone”, a Poltu Quatu e poi difeso il titolo a casa nostra, a Cala Galera, come allora era usanza. Con Tommaso Chieffi, Enrico Chieffi, Dario Malgarise, il sottoscritto Federico Stopani, Andrea Ballico, Franco Corazza, Marco Schiavuta, Camillo Zucconi e Alberto Barovier, era stato allestito un equipaggio come mai si era visto tutto insieme in Italia, che poi diventerà Merit Cup grazie a Franco Corazza e vincerà tutto in Italia ed Europa per quasi 10 anni.

  2. Le barche degli anni 90 come questa sono quelle con le linee più belle: non le strette con poppa piccola dello IOR, non i cassono piatti e super larghi scopiazzati dagli scafi oceanici , ma un elegante equilibrio.

    Magnifiche come l’IMX 38 o il Solaris 36 OD o questa, sfortunata, di Farr.

  3. DANILO FABBRONI

    CI SONO ARMATORI CHE MAI E POI MAI SONO STATI RIPAGATI IN PIENO IN RISPETTO DELLA PASSIONE E DEL DENARO PROFUSI PER UNA SERIE DI MOTIVI, ALEA PURA; ANCHE SFORTUNA SE SI VUOLE. IL KARINA VON FORREL, IL PETERSON DEL PRIMO GALGANI FU U NA BARCA VINCENTE MA FU ECLISSATA TROPPO PRESTO DALLA NOUVELLE VAGUE DI DESIGN DELLO STESSO PETERSON. MARINARIELLO NON FU UN FARR 40, QUELLO DELLA SERIE PER INTENDERCI, MA LA GEMELLA DELLA BARCA PERSONALE DI MICK COOKSON, HIGH FIVE. FU SFORTUNATA SUBITO DOPO IL VARO, IN UNA COLLISIONE LE SFONDARONO LA FIANCATA IN MEZZERIA, FU SOLO GRAZIE ALLA DISPONIBILITA’ DI MICK CHE DOPO UNA TELEFONATA MIA E DI VITTORIO A MICK APPUNTO PRESE IL 1° VOLO E VENNE A RIPARARLA A CALA GALERA. PS, STOPANI è DIMENTICO CHE LA BARCA FU MESSA IN ASSETTO DA NOI, FABBRONI E VONGHER PER LE REGATE CHE MENZIONA, ANZI, LA TRASFERIMMO IO E VITTORIO A POLTU QUATU COL NOTAIO IN PERSONA CON UNA FORZA 10, TANTO PER E SSERE PRECISI E NON PARZIALI.

  4. Federico Zilli

    Ci sarebbe da salvare anche la barca con cui Franco Malingri fece la OSTAR…. Un Moana 27 allungato a 30 con isola di poppa…. Gli hanno appena spaccato Mustafa…

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