Meteo pratico – Gli strumenti: come usare ciò che abbiamo in barca
IL REGALO PERFETTO!
Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.
Dopo aver imparato cosa sono e a leggere le mappe di pressione, aver capito come interpretare la cartografia meteo marina ed essere diventati esperti di nowcasting, è il momento di capire come leggere gli strumenti di bordo.
Meteo Pratico
Continua il nostro viaggio nella meteorologia assieme a Riccardo Ravagnan, a capo di Meteomed, che ci insegnerà cosa possiamo capire grazie al barometro e agli strumenti di ultima generazione.

Barometro e stazione meteo di bordo: due fondamentali alleati
Il barometro è uno strumento comune a bordo di molte imbarcazioni, obbligatorio come dotazione per la navigazione senza limiti dalla costa (ex Decreto n. 133 del 17 settembre 2024). Serve a misurare la pressione, ovvero il peso della colonna d’aria sopra la nostra testa dal livello del mare ed è un’invenzione tutta italiana, visto che colui il quale ha messo a punto questo strumento è stato Evangelista Torricelli (dopo Galileo Galilei). Quello torricelliano, in verità, non è proprio uguale a quello che abbiamo a bordo, poichè il suo è uno strumento dotato di una colonna liquida in un tubo che, in base alla sua espansione dovuta al peso dell’aria, indica il valore della pressione atmosferica.
La maggior parte dei barometri a bordo delle nostre imbarcazioni sono quelli cosiddetti aneroidi, ovvero quelli che restituiscono il valore della pressione misurando la deformazione di un corpo metallico avvolto a spirale. Il barometro non serve solo a dire se la pressione sta salendo o scendendo, piuttosto ci aiuta a capire dove siamo all’interno dello scenario meteo previsto dalle carte; non dimentichiamoci, infatti, che quando consultiamo una mappa di pressione, quello che vediamo è un modello che prevede una determinata pressione in un punto geografico preciso.
È ormai risaputo che lo studio delle variazioni della pressione atmosferica consente di prevedere l’evoluzione del meteo, soprattutto nel medio-breve termine; le perturbazioni atmosferiche sono infatti legate alle variazioni di pressione: la bassa pressione, soprattutto con un abbassamento rapido, preannuncia una depressione e quindi cattivo tempo. Allo stesso modo, una pressione atmosferica in risalita indica generalmente il ritorno del bel tempo. Può capitare, però, che il valore reale che leggiamo sul nostro barometro non corrisponda a quello previsto nella zona e, questo punto, le opzioni sono due: il modello è in ritardo e il fronte è già passato o sta arrivando prima del previsto oppure è stata errata la stima dell’intensità della variazione barica.
Nella pratica, vediamo come interpretare le variazioni significative della pressione; una caduta improvvisa della pressione, misurabile in 3 hPa in 3h, indica un possibile ingresso di un fronte freddo, di un temporale o ciclone rapido. Viceversa, un aumento rapido del valore (nell’ordine dei 4 hPa in 6h), significa alta pressione e bel tempo in arrivo, con la possibilità di venti forti da gradiente barico. Se il barometro si ferma su una stabilità assoluta, ciò significa permanenza di condizioni anticicloniche, ma ci sarà da fare attenzione all’umidità e a possibili fenomeni convettivi locali.

Il barometro non basta
La sola osservazione della pressione atmosferica mediante un barometro non è sufficiente per prevedere il meteo in modo affidabile. Proprio per questo motivo, il valore della pressione è spesso associata ai valori forniti da altri strumenti di misurazione: un anemometro per misurare forza e direzione del vento, un termometro per conoscere l’evoluzione delle temperature o, ancora, un igrometro per misurare il tasso di umidità presente nell’aria.
I dati raccolti a bordo sono la realtà tangibile di cosa sta accadendo attorno a noi e imparare a confrontarli con quelli previsti dal modello, significa saper valutare la validità della previsione stessa. Dobbiamo, perciò, valutare lo scostamento della direzione del vento, che può essere sintomo di un effetto di deviazione dovuto dalla conformazione della costa o significare instabilità locale e formazione locale di celle convettive.

La misurazione differente di temperatura e umidità, invece, devono destare allarmismo perchè potrebbero voler indicare una riserva di energia sfruttabile da celle temporalesche e fenomeni intensi locali: attenzione a questi valori quando si pensa di dar fonda all’ancora per passare la notte in rada. In pratica, un cambio di direzione del vento, un aumento improvviso della sua intensità e una discesa barometrica, magari accompagnati da una nuvolosità crescente, sono chiari segnali di un cambiamento repentino in atto: intersecare queste variabili è fondamentale per anticipare l’arrivo di fenomeni critici e modificare per tempo la rotta o i piani di navigazione.
Meteo Pratico – In breve…
Di seguito un vademecum per riassumere quello che abbiamo detto:
- Confronta sempre la pressione reale con la mappa di pressione
- Se ci sono discrepanze, chiediti: il fenomeno sta arrivando prima? Sta cambiando più in fretta del previsto?
- Verifica direzione e intensità del vento: se non corrisponde alla previsione, probabilmente c’è un’anomalia in atto
- Interseca i dati: se la pressione scende, il vento aumenta e il cielo si copre, preparati a salpare o a cambiare rotta
Federico Lanfranchi
Condividi:
Sei già abbonato?
Ultimi annunci
I nostri social
Iscriviti alla nostra Newsletter
Ti facciamo un regalo
La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!
Può interessarti anche

5 idee fuori dal coro viste al Salone di Genova per “navigare” senza barca
Il Salone Nautico di Genova, per alcuni giorni, si è trasformato in un microcosmo. Un posto dove le dimensioni non contano (non solo per le barche) e dove le cifre assumono un significato relativo. Chi vive di mare sa

3 accessori da vedere se visitate il Salone Nautico di Genova
Al Salone Nautico di Genova non esiste solo il panorama delle barche, anzi: le vere sorprese spesso arrivano dal mondo degli accessori, sempre più innovativi e pronti a trasformare l’esperienza di chi va per mare. Abbiamo esplorato il meglio del

Nuncas non si occupa solo delle vostre case: nasce Nuncas Marine
L’azienda Nuncas vanta una storia lunga più di un secolo: nel 2025 sono 105 gli anni passati dalla prima “alzata di serranda” del negozio di Milano in Piazza San Sepolcro. La persona che la fondò si chiamava Nunzio Cassata: dalla

Schenker lancia Qube, il nuovo dissalatore “a cubo” che si adatta ad ogni barca
Arriva Qube, la nuova proposta firmata Schenker Watermakers: un dissalatore a osmosi inversa progettato per soddisfare le esigenze di chi cerca prestazioni elevate e minimo ingombro. Dopo il grande successo della linea Zen, caratterizzata da forme ultrapiatte e una gestione





1 commento su “Meteo pratico – Gli strumenti: come usare ciò che abbiamo in barca”
Manca lo psicrometro, che ci da lettura della temperatura, dell’umidità relativa e assoluta. Incrociando il grafico psicrometrico e le variazioni di pressione nel tempo, possiamo fare la stima accurata del meteo locale e prevedere anche la visibilità.