Vi sveliamo perché alla Vela Cup si regata sempre ad armi pari
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Finalmente vi sveliamo cosa c’è dietro al sistema che permette di avere classifiche in tempo compensato senza certificati a tutte le regate del circuito Vela Cup. A svelarvi come funziona in questo articolo è Roberto Puccetti, coordinatore nazionale ACSI settore Vela, che lo ha sviluppato.
In qualsiasi sport tutte le gare, sia a livello amatoriale che agonistico, hanno sempre come prerequisito la possibilità di poter far competere i concorrenti ad armi pari, elaborando una classifica. Mentre in alcuni tipi di competizione che non prevedono l’uso di attrezzi, come ad esempio nelle discipline della corsa o del nuoto, questo si limita all’antidoping, in altri l’uso dell’attrezzatura ne impone regole sia di costruzione che di utilizzo. Nella vela la barca è lo strumento per eccellenza, e pertanto questo aspetto risulta particolarmente delicato.
In monotipo è facile
Nelle regate in monotipo (barche tutte uguali) vengono introdotti parametri di costruzione che limitano le disparità di prestazione del mezzo. La verifica del rispetto di tali regole viene lasciata agli stazzatori, che effettuano i controlli sia prima che dopo la gara. È anche vero, però, che i regolamenti di classe raramente riescono ad essere esaustivi nel coprire tutti i dettagli che possono influire sulla performance della barca (come ad esempio il protocollo della Coppa America) ma sicuramente sono la cosa che più ci si avvicina.
E quando le barche sono una diversa dall’altra?
Ma quando le barche non sono tutte uguali o simili e quindi hanno prestazioni enormemente diverse tra loro (basti pensare a una barca lunga 8 metri che compete con una di 20) allora il principio “ad armi pari” per elaborare una classifica che annulli le disparità sembra impossibile da risolvere. Sembra, ma non lo è: entriamo nel dettaglio.
Le regate di flotta, come la Vela Cup, presentano il problema che a partecipare sono svariati modelli di barche con diverse lunghezze, superfice velica, dislocamento, attrezzatura, materiale di costruzione, materiale delle vele, ecc. Tutti parametri che rendono la velocità di una barca rispetto all’altra differenti. E allora? Per poter rispettare il prerequisito dell’equità di condizioni, è stato adottato il “rating“, un fattore moltiplicativo che, applicato al tempo impiegato per concludere la regata oppure in base alla lunghezza del percorso, cerca di appianare le disparità di prestazioni.
Come calcolare il rating
Il grosso problema è sempre stato come calcolare questo famoso “numero magico”. Fin dalla metà del 1800, diversi studi di progettazione hanno cercato di calcolare la formula di stazza, dalla Stazza del Tamigi (1854) al Royal Ocean Racing Club (RORC – 1925) e successivamente allo IOR (1970) e all’IMS (1988), fino ad arrivare agli attuali IRC e ORC.
Per poter essere più precisi, i sistemi di calcolo sopra menzionati sono basati su molteplici fattori caratteristici delle barche, aspetto che li rende complessi e costosi in termini di rilevamento e certificazione di tali dati. Tempo, denaro e conoscenze da acquisire giustificati solo in alcune competizioni di una certa importanza, a carattere nazionale o internazionale.
Lo sviluppo della vela amatoriale ha portato ad organizzare sempre più spesso eventi a carattere ludico-sportivo, con un bacino di utenza locale e prettamente dilettantistico, talvolta familiare, che non dispone di tutte le informazioni necessarie per un calcolo di rating ufficiale (IRC o ORC) e tantomeno è interessato a reperirle. La Vela Cup, il più partecipato circuito di regate per tutti ne è un esempio.
Come nasce il rating Vela Cup per competere ad armi pari

Quando ci siamo incontrati per la prima volta con Il Giornale della Vela, che ha ideato e organizza la Vela Cup, ci siamo trovati subito. Loro ed io, coordinatore nazionale del settore vela dell’ACSI (Associazione Cultura sport Tempo Libero) affiliato al CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), che ha lo scopo principale di promuovere lo sport, avevamo lo stesso obiettivo. Così ci siamo messi al lavoro per trovare il “numero magico” che permettesse di elaborare le classifiche della Vela Cup mettendo tutte le barche ad armi pari e siamo arrivati ad elaborare il Rating Vela Cup ACSI, che dal 2025 viene adottato in tutte le tappe del circuito.
In collaborazione con l’Università di Pisa, siamo partiti dallo studio di quanto già fatto a livello dilettantistico nei vari circoli, spesso sotto la supervisione di esperti velai. Quella che più si avvicinava ai nostri scopi è la formula Morassutti-Sambo, che però a nostro avviso presenta un insufficiente grado di raffinatezza per stabilire un compenso equo.
I dati essenziali per calcolare il “numero magico”
Pur partendo da una solida base, abbiamo pensato di studiare una nostra nuova formula. Per prima cosa abbiamo leggermente modificato la lista dei dati necessari, sempre però usando quelli che sicuramente tutti gli armatori conoscono per la loro barca:
- Lunghezza fuori tutto (Lft)
- Dislocamento (Peso)
- Superficie velica (mq. randa + mq. genoa/fiocco)
- Tipo di elica (pale fisse oppure abbattibile)
Come si arriva al tempo compensato
I valori sono combinati fra loro attraverso una formula matematica che utilizza fattori moltiplicativi (pesi) per ciascuno di essi: il risultato è il Rating. Il Rating viene utilizzato a sua volta all’interno dell’equazione per determinare l’APM (abbuono per miglio), che è il vero “numero magico” per il calcolo del compenso. Il calcolo dell’APM è quello della formula Morassutti- Sambo:
APM = (2160 / √rating) – 258,169
Infine, il tempo compensato non è altro che il tempo reale impiegato dalla barca in regata meno l’APM moltiplicato le miglia del percorso. Ma non è finita qui: le barche che partecipano ad una Vela Cup possono competere utilizzando solo randa e fiocco (categoria Cruising Boat) o tutte le vele come spi, gennaker, Code (categoria Sport Boat) e questo determina ovvie differenze prestazionali. Le classifiche quindi vengono elaborate, seguendo il principio di “armi pari”, dividendo le barche in categoria Cruising da quelle in categoria Sport.
La novità 2025 in aggiornamento continuo
Il grosso del lavoro fatto dal nostro gruppo, composto da matematici e informatici, è stato determinare i pesi dei vari parametri e come ricavare la formula per il rating. L’idea di base è stata quella di usare una tecnica di raffinamento, un processo che consente di correggere l’errore e migliorare le previsioni, usata anche nel deep learning, dove l’addestramento avviene tramite la backpropagation (retropropagazione dell’errore), come spiegato nello schema qui sotto.
Come dataset di training abbiamo utilizzato risultati di regate svolte in passato, prendendo come input i parametri sopra elencati e come output il tempo compensato risultante dall’ORC, più utilizzato ed a nostro avviso molto più preciso e raffinato dell’IRC.
Il risultato, testato in tutte le tappe della Vela Cup 2025, è quello di aver creato un sistema di compenso che, senza costi e rilevazioni a bordo, permette in modo più che soddisfacente di mettere ogni barca ad “armi pari” rilevando solo pochi dati sulle caratteristiche della barca.

La bontà della nostra formula è stata verificata mettendo a confronto le classifiche con quelle elaborate tramite regolamento ORC, ove possibile. I risultati, molto simili in termini di risultato finale, consentono di rispettare la promessa della Vela Cup: “la regata per tutti”.
L’esempio significativo è stata la classifica della tappa di Cala dei Sardi nella quale il primo assoluto in tempo compensato è risultato un RS21, imbarcazione di 21 piedi (6,40m) che con altri tipi di compensi non avrebbe mai vinto contro barche di 12-16 metri, ovviamente arrivate prima di lei in tempo reale.
Chi c’è dietro al Rating Vela Cup ACSI

Roberto Puccetti è un esperto informatico e velista di grande esperienza. Laureato in Scienze dell’Informazione e Informatica presso l’Università di Pisa, è abilitato come Ingegnere dell’Informazione e dal 1992 ricopre il ruolo di collaboratore tecnico all’Università di Pisa, dove è responsabile dei sistemi di calcolo e dell’informatizzazione di diversi dipartimenti. Prima ancora ha maturato competenze come libero professionista, docente e consulente presso importanti aziende. Oltre alla carriera accademica, Puccetti vanta una lunga storia da velista, iniziata in giovane età sulle acque del Tirreno e sviluppata tra regate d’altura, partecipazioni a prestigiose competizioni come la 151 Miglia del Tirreno e la Barcolana di Trieste. Ha ricoperto incarichi organizzativi e sportivi, tra cui segretario nazionale di classe e presidente di associazioni veliche, e ha conseguito titoli e brevetti come Esperto Velista e istruttore nautico. Dal 2019 è coordinatore del Settore Nazionale Vela dell’ACSI, confermando il suo impegno nella promozione dello sport e della cultura marinara in Italia. Ha sviluppato, in collaborazione con l’Università di Pisa, il Rating Vela Cup ACSI che permette a tutti gli iscritti alle Vela Cup di competere veramente ad armi pari.
Le ultime imperdibili tappe della VELA Cup 2025
(clicca sul nome della tappa per tutte le info e per iscriverti)
VELA Cup Procida
Venerdì 26 / domenica 28 settembre (regata: sabato 27 settembre)
Isola di Procida, Marina di Procida
VELA Cup Sicilia
Venerdì 3 / domenica 5 ottobre (regata: sabato 4 ottobre)
Capo d’Orlando/Eolie, Capo d’Orlando Marina
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1 commento su “Vi sveliamo perché alla Vela Cup si regata sempre ad armi pari”
La formule è interessante per riavvicinare alle regate molti armatori stanchi di formule complesse e costose, però, poiché si basa sulla dichiarazione degli armatori, sarebbe opportuno che la stessa dichiarazione non possa discostarsi di troppo dalla scheda tecnica del modello dichiarato dal cantiere costruttore. Ad es. 2%….Mi è accaduto recentemente che una imbarcazione che in Orc pagava alla mia barca 25 secondi/miglio, avesse un rating Fiv più vantaggioso del mia….