Meteo Pratico – Consultare la cartografia meteo marina e monitorare le allerte
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Continua la nostra guida pratica alla meteorologia (qui la prima puntata sulla lettura delle mappe di pressione) e, grazie all’esperto meteorologo Riccardo Ravagnan di Meteomed, impareremo a guardare e capire la situazione meteo dell’area in cui andremo a navigare.
Dati meteo e modelli previsionali
Riccardo parte da un presupposto fondamentale, che bisogna tenere a mente, ovvero che: “Oggi i dati meteo sono ovunque e spesso sono gratuiti; questo non è un vantaggio, se mancano strumenti e competenze per interpretarli”.
Questo bombardamento di dati sicuramente crea confusione nella testa di chi deve affrontare una navigazione, perchè sul web si trovano senza troppa fatica fino a 6 modelli di previsione differenti. Sigle come GFS, ECMWF, ICON o AROME stanno ad indicare ognuna un modello di previsione differente, al quale è abbinata una mappa dedicata. Altro aspetto della meteorologia da tenere a mente è che le previsioni meteorologiche sono soggette a errori, soprattutto nel lungo periodo, a causa di approssimazioni presenti nei modelli e in particolare nella rappresentazione di alcuni processi fisici (parametrizzazioni).
Inoltre, l’atmosfera è un sistema caotico e questo significa che anche piccoli errori nei dati iniziali (dovuti ad arrotondamenti, per esempio) possono amplificarsi nel tempo. Come si può immaginare, ogni modello offre una previsione differente non in senso assoluto, ma mai uguale una all’altra: potrebbe, infatti, cambiare l’orario della previsione di arrivo di un certo temporale, piuttosto che essere differente l’intensità del vento.
Però, sapere quanto più esattamente possibile la situazione di dove andremo a navigare, può fare la differenza fra una crociera tranquilla o una navigazione da incubo. In questa giungla, vengono in soccorso ai naviganti piattaforme che sono proprietarie di modelli previsionali esclusivi e che, grazie alla propria cartografia meteo, possono accorpare in un’unica mappa la situazione di vento, onde e fenomeni temporaleschi, segnalando l’evoluzione con cadenza oraria. Chi si affida a queste piattaforme, tipo Meteomed, può concentrarsi sulla propria navigazione, senza più dover cercare di interpretare una miriade di modelli e “lanciare la monetina” per scegliere quello giusto.

Le allerte meteo
Prima della partenza, bisogna anche considerare le allerte meteo, che Riccardo Ravagnan ci dice essere “la sintesi di tutto ciò che va oltre il dato”.
L’allerta meteo è un avviso ufficiale emesso dalle autorità competenti che avverte di un potenziale verificarsi di eventi meteorologici intensi, come ad esempio mareggiate o temporali di forte intenstità. “Sono il filtro professionale che avvisa quando serve prestare davvero attenzione”, ci dice Riccardo Ravagnan e, anche in questo caso, il problema è la frammentazione: “tanti utenti si affidano a siti o app generiche, senza capire chi ha emesso l’allerta, con quale aggiornamento o per quale zona precisa”, conclude il nostro esperto.

Federico Lanfranchi

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